μέτοικος

December 15, 2008

ONU: Rwanda supports the CNDP

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 12:23 pm
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Posted on Saturday 13 December 2008 – 16:23

Rwanda assists multifaceted, including the recruitment of child soldiers, the group of Tutsi rebel Laurent Nkunda in eastern Democratic Republic of Congo (DRC) next door, says a report by UN experts published Friday .
The group of experts mandated by the Security Council has “found evidence that the Rwandan authorities were complicit recruitment of soldiers, including children, and facilitated the provision of military equipment” to the National Congress for the Defense du peuple (CNDP) of ex-General Nkunda, says the report.
The Rwandan authorities have also “sent officers and units of the Rwandan Defense Forces in Congolese territory to support the CNDP,” he continues.
The Group also established that “the CNDP uses Rwandan territory as a base to raise funds and maintain bank accounts.
Meanwhile, units of the regular army of the DRC (FARDC) “work closely” with armed groups in the east, including the FDLR, Hutu rebels from Rwanda who are among interhahamwe (former officials genocide of 1994), and Pareco (Patriotes Congolese resistance), says the report.
This cooperation includes the provision of ammunition and conduct joint operations against the CNDP. “
The expert group claims to have found no evidence that the widespread illegal armed groups operating in eastern DRC will provide weapons on the international market and concludes that “the FARDC remain the main source of these weapons .
The report also confirms that these armed groups, including the CNDP and the FDLR, abuse their benefit huge sums illegally exploiting the mineral wealth of the region.
Thus the CNDP control coltan mine Bibatama of the territory of Masisi and sell the ore to Munsad, a company based in Goma, capital of North Kivu, and controlled by a close to Nkunda. Coltan is a mineral used in electronic components.
The DRC government welcomes the conclusions of this report. Mende Omalanga, minister of communication and media, the government spokesman, said that the solution lies in the normalization of diplomatic relations between the two countries: “The government has repeatedly given such information, both MONUC that the rest of the international community. It can only be delighted to see that obviously has imposed on everyone, and we realized that we were not dealing with a problem-Congolese Congolese, contrary to what is said, but that it was indeed an attack drone from the outside. “
According Mende Omalanga, the government believes it must continue to seek solutions at the heart of the problem, either in diplomatic relations between the DRC and Rwanda. “That is to say, our relations with Rwanda should be standardized, harmonized and civilized,” concluded the spokesman of the government.
The North Kivu province is facing since late August to renewed clashes between the CNDP one side and the other the army and various armed groups.
The fighting threw on the roads over 250,000 people, surviving in catastrophic conditions.

Source: http://www.africanews.com/site/list_messages/22163



Extrait du rapport de l’ONU: Appui reçu par le CNDP du Gouvernement rwandais


Rapporto completo (francese): http://www.congoplanet.net/download/ONU_Rapport_Congo_Rwanda_12122008.pdf

Rapporto completo (inglese): http://www.un.org/Docs/journal/asp/ws.asp?m=s/2008/773

December 7, 2008

Dall’ONU invito a boicottare Israele

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 10:27 pm
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IL prEsidentE deLl’AssembleA gEnErale deLl’ONU INVITA AL boICOTTAGGIO dEL rEgime israEliANO DELL’APARTHEID… MA IN ITALIA NON SI DEVE SAPERE.

“Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c’è alcuna virtù nell’essere pazienti con la sofferenza degli altri”.

L’Assemblea generale dell’ONU ha esaminato il 24 e 25 novembre 2008 il rapporto del Segretario generale sulla situazione in Palestina.

Il Presidente dell’Assemblea, Miguel d’Escoto Brockmann (Nicaragua), ha fatto di questo dibattito una questione di principio. Aprendo la seduta, ha dichiarato: « Io invito la comunità internazionale ad alzare la sua voce contro la punizione collettiva della popolazione di Gaza, una politica che non possiamo tollerare. Noi esigiamo la fine delle violazioni di massa dei Diritti dell’uomo e facciamo appello ad Israele, la Potenza occupante, affinché lasci entrare immediatamente gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Questa mattina ho parlato dell’apartheid e di come il comportamento della polizia israeliana nei Territori palestinesi occupati sembri così simile a quello dell’apartheid, ad un’epoca passata, un continente più lontano. Io credo che sia importante che noi, all’ONU, impieghiamo questo termine. Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome. Dopotutto, sono le Nazioni Unite che hanno elaborato la Convenzione internazionale contro il crimine dell’apartheid, esplicitando al mondo intero che tali pratiche di discriminazione istituzionale devono essere bandite ogni volta che siano praticate.
Abbiamo ascoltato oggi un rappresentante della società civile sudafricana. Sappiamo che in tutto il mondo organizzazioni della società civile lavorano per difendere i diritti dei Palestinesi e tentano di proteggere la popolazione palestinese che noi, Nazioni Unite, non siamo riusciti a proteggere. Più di 20 anni fa noi, le Nazioni Unite, abbiamo raccolto il testimone della società civile quando abbiamo convenuto che le sanzioni erano necessarie per esercitare una pressione non violenta sul Sud Africa. Oggi, forse, noi, le Nazioni Unite, dobbiamo considerare di seguire l’esempio di una nuova generazione della società civile chef a appello per una analoga campagna di boicottaggio, di disinvestimento e di sanzioni per fare pressione su Israele. Ho assistito a numerose riunioni sui Diritti del popolo palestinese. Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c’è alcuna virtù nell’essere pazienti con la sofferenza degli altri. Noi dobbiamo agire con tutto il nostro cuore per mettere fine alle sofferenze del popolo palestinese (…) Tengo ugualmente a ricordare ai miei fratelli e sorelle israeliani che, anche se hanno lo scudo protettore degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza, nessun atto di intimidazione cambierà la Risoluzione 181, adottata 61 anni fa, che invita alla creazione di due Stati. Vergognosamente, oggi non c’è uno Stato palestinese che noi possiamo celebrare e questa prospettiva appare più lontana che mai. Qualunque siano le spiegazioni, questo fatto centrale porta derisione all’ONU e nuoce gravemente alla sua immagine ed al suo prestigio. Come possiamo continuare così?».

L’ambasciatore Miguel d’Escoto Brockmann è un sacerdote cattolico, teologo della liberazione e membro del Comitato politico del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). Personalità morale riconosciuta, è stato eletto per acclamazione, il 4 giugno 2008, Presidente dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

L’Anti-Defamation League (ADL) è stata la prima organizzazione sionista a reagire, chiedendo al Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon, di mettere fine a questo « circo » così come alla « cosiddetta giornata di solidarietà con il popolo palestinese ». Infine, ha denunciato il carattere a suo dire « antisemita » delle proposte del Presidente Miguel d’Escoto Brockmann che essa ritiene ispirate da un secolare antigiudaismo cattolico.

*****

Ad oltre dieci giorni dall’intervento di D’Escoto all’ONU, nessun organo di informazione “importante” ha ritenuto di doverne dare conto, forse per non turbare il sonno perenne del nostro Presidente della Repubblica, quello che dorme quando viene sancita la fine dell’eguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge e – coerentemente – nel suo viaggio in Israele ha continuato a sonnecchiare di fronte alle sofferenze dei Palestinesi sotto il tallone di ferro dell’occupazione israeliana.

www.forumpalestina.org

November 24, 2008

Monuc: 3000 nuovi soldati (o spettatori)?

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 11:24 am
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Novembre – “Le Nazioni Unite sostengono che tutti gli esseri umani sono nati liberi, con la stessa dignità e gli stessi diritti, ma la nostra dignità e i nostri diritti sono violati ogni giorno senza che nessuno protesti. Abbiamo diritto a essere protetti? Siamo o no uguali agli altri?”: associazioni locali ed esponenti della “società civile” congolese pongono questi interrogativi in una lettera inviata al Consiglio di sicurezza dell’Onu e “ad altri dirigenti mondiali”. E’ una delle tante voci che, non solo nella Repubblica democratica del Congo, si sono levate per denunciare quel che sta accadendo nella provincia orientale del Nord Kivu, dove da fine agosto sono ricominciati scontri e violenze tra gli uomini del nuovo ’signore della guerra’ Laurent Nkunda, l’esercito congolese e altre forze di varia natura ed estrazione. “E’ ora – scrivono le associazioni congolesi – che il governo e la comunità internazionale proteggano i civili, vittime delle atrocità del conflitto”. Nelle ultime settimane sono state diversi le visite e gli incontri diplomatici che hanno sottolineato la necessità di rispettare gli accordi di pace, da ultimo quello sottoscritto in gennaio a Goma tra l’esercito di Kinshasa e i principali gruppi armati del Nord Kivu. Sforzi importanti, secondo la lettera inviata al Consiglio di sicurezza, ma non sufficienti per porre fine a una guerra che devasta l’est del Congo “ormai da 30 anni”. Il documento delle associazioni congolesi sottolinea che la Monuc, la locale missione delle Nazioni Unite, “assiste incapace alle atrocità commesse dall’esercito e dai gruppi armati”. [CO]

Fonte: MISNA

November 5, 2008

Vincente Diaz de Hellega sconfessa la MONUC

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 2:52 pm
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Un generale della MONUC (Missione Onu in Congo) si è dimesso a sole 3 settimane dall’assunzione dell’incarico.
Perchè?

A quanto pare si è trovato subito a fare i conti con una situazione difficile da accettare. Come si evince anche da questo articolo che riporto (ed anche altri, che dicono sostanzialmente le stesse cose), il generale spagnolo Vincente Diaz ha riscontrato l’ “assenza di una visione chiara”, quindi l’assenza di obiettivi chiari, di uno scopo chiaro. Insomma, ha messo in dubbio la funzione stessa della missione dei caschi blu, considerandola “destinata al fallimento”. Sono affermazioni morbide ma che, tra le righe, dicono molto di più. Un generale di quel rango non può permettersi di mettersi contro la più grande organizzazione internazionale esistente sul pianeta: gli interessi in gioco non glielo consentono. Diaz ha inoltre sottolineato quello che era sotto gli occhi di tutti (ma che nessuno vuole ancora ammettere), ossia che non esiste un’autorità congolese; non esiste un governo; tutti possono ben comprendere quali siano le conseguenze di questo fatto.

Il Congo è una grande mucca da mungere; le mammelle sono state divise abbastanza equamente; ma l’ultima parola resta sempre a chi tiene in vita la mucca: i stallieri e i veterinari.
A voi scoprire chi sono costoro.


AHimsa


UN confirms resignation of MONUC commander

• Amid claims of lack of leadership in DRC

The United Nations has confirmed that the Force Commander of the UN peace keeping forces in the Congo (MONUC), General Vicente Diaz de Villegas, has resigned less than a month after taking over the reins of the force.

UN spokesperson Michele Montas confirmed the news Monday evening in New York.

The New Times first broke the story over the weekend, quoting sources in the office of the Special Representative of the Secretary General (SRSG) in Kinshasa, but repeated requests for an official confirmation were stonewalled by UN officials.

Our sources had revealed that the Spanish General had handed in his resignation to the SRSG, Alan Doss, saying that the DRC government had no leadership worthy dealing with and also that MONUC lacked a clear vision and that the mission was headed for failure.

“His main reasons were that the mission lacked of a clear vision and was doomed to fail. His frustrations stem from his belief that the mission had been compromised from the word go. The DRC government authorities also came under his sharp criticism saying there was no serious leadership in the country,” Our source had revealed Saturday.

The resignation comes at a time when MONUC is overwhelmed by renewed fighting in North Kivu amid reports that it was siding with the government army (FARDC) in the war with rebels of the National Congress for the Defence of the People (CNDP) led by Gen. Laurent Nkunda.

General Villegas was appointed in August but took over his post at the end of September replacing Senegalese general Bubacar Gaye.

A fortnight ago UN helicopters opened fire on CNDP troops who were attempting to dislodge a combined forces of FARDC and Rwandan rebels of the FDLR from the town of Masisi.

Gaye and Alan Doss were accused of not doing enough to implement UN Security Council resolutions to disarm the FDLR, remnants of the former government army and Interahamwe militia responsible for the 1994 Genocide of Tutsis in Rwanda.

CNDP had continuously accused FARDC of fighting alongside the FDLR in the current conflict with the full knowledge of MONUC.

Source: http://www.newtimes.co.rw/index.php?issue=13697&article=10279

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