μέτοικος

July 4, 2009

Lasciateci crescere qui!

Guardate il video: http://www.youtube.com/user/laissezlesgrandirici

Firmate la petizione nazionale http://www.educationsansfrontieres.org

Come è nato questo film e questo appello

Collettivo dei cineasti per gli “immigrati irregolari”
Professionisti del cinema et dell ‘audiovisivo in sostegno al Réseau Education Sans Frontières e a tutti gli ” irregolari” di Francia

Nelle scuole, nei collegi e nei licei, un forte movimento di solidarietà sostiene i figli degli extracomunitari non regolarizzati minacciati di espulsione.
Questo movimento è essenziale alla società francese: i bambini delle scuole sono i figli di questo paese, sono i figli della Repubblica.

Sia a livello individuale che attraverso delle associazioni, dei cineasti si sono fatti carico delle famiglie in difficoltà e in pericolo patrocinandole e proteggendole.

Fin dall’inizio ci è sembrato naturale fare un film collettivo.

Per realizzare questo film, ci siamo rivolti alla RETE EDUCAZIONE SENZA FRONTIERE (RESF) e agli insegnanti, che ci hanno presentato alcuni dei loro allievi, figli dei cosidetti “irregolari”.

Con l’accordo dei loro genitori, abbiamo messo in piedi con i bambini dei laboratori di scrittura.
I bambini hanno raccontato le loro situazioni e confrontato le loro esperienze.
Da questi scambi è nato un testo e da questo testo è nato un film, il loro film!
Una forma semplice per trasmettere la loro parola e la loro storia. Una storia fatta di paura e sofferenza. I bambini hanno partecipato a questa esperienza con tutta la loro passione e la loro speranza.

Speranza di veder finire l’arbitrario che fa di loro solo e sempre dei figli di “irregolari”, dei figli di “respinti”.
Speranza di vivere senza la paura quotidiana di essere espulsi.
Passione d’imparare e di crescere in un paese che è loro come è nostro.

Questi bambini devono vivere fra di noi.

Oggi è urgente affermare:

LASCIATELI CRESCERE QUI!

July 2, 2009

EMANCIPATE YOURSELF FROM MENTAL SLAVERY

“We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness. That to secure these rights, Governments are instituted among Men, deriving their just powers from the consent of the governed …That whenever any Form of Government becomes destructive of these ends, it is the Right of the People to alter or to abolish it, and to institute new Government, laying its foundation on such principles and organizing its powers in such form, as to them shall seem most likely to effect their Safety and Happiness.

Prudence, indeed, will dictate that Governments long established should not be changed for light and transient Causes; and accordingly all Experience hath shewn, that Mankind are more disposed to suffer, while Evils are sufferable, than to right themselves by abolishing the Forms to which they are accustomed. But when a long Train of Abuses and Usurpations, pursuing invariably the same Object, evinces a Design to reduce them under absolute Despotism, it is their Right, it is their Duty, to throw off such Government, and to provide new Guards for their future Security.”


From: The Declaration of Independence, 4th july 1776
http://en.wikisource.org/wiki/United_States_Declaration_of_Independence

Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l’esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d’un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire.

[url]http://www.astrologiadinamica.it/politica/2001/Dich1776.html[/url]


DDL SICUREZZA: OK DAL SENATO, ORA E’ LEGGE

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_994209369.html


Io mi RIFIUTO di pagare 250-350€ all’anno per rinnovare il permesso di soggiorno, che ha validità annuale. I miei genitori dovrebbero sborsare 500-750€ all’anno per mantenere nella legalità i loro due figli?
Dopo 18 anni in Italia devo ancora restare appeso ad un permesso di soggiorno? Se non studiassi, se non dassi esami all’università, se altrimenti non trovassi lavoro, non riuscirei a rinnovare il permesso di soggiorno, e DIVENTEREI CLANDESTINO!!!!!!!!!

No. Io mi rifiuto. Mi arrestassero. Mi espellino pure verso “patrie” di cui non parlo neanche la lingua.
… Read More
Permesso a punti? La patente di soggiorno? Ottenere la cittadinanza sarà reso più difficile.

Non ho parole.

January 9, 2009

La crisi? Noi la paghiamo…

Parere favorevole di governo e relatori a due norme volute dal carroccio
agli immigrati saranno chiesti cinquanta euro per il rinnovo del documento

Dl anticrisi, sì a emendamento Lega
stangata sui permessi di soggiorno

Prevista anche una fideiussione di diecimila euro per gli stranieri che chiedono partita iva
Il Pd: “Il decreto si sta risolvendo in un contenitore di misure discriminatorie”

ROMA - Una tassa di 50 euro per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno agli stranieri. E’ quanto prevede un emendamento della Lega al dl anticrisi che ha avuto il parere favorevole del governo e dei relatori. Il gettito, è scritto nell’emendamento, verrà destinato ai Comuni di residenza dei cittadini stranieri e utilizzato per l’attuazione di politiche di sostegno alle famiglie (italiane) e per il controllo del territorio.

Giulio Calvisi del Pd ha sottolineato come il decreto anticrisi “si sta risolvendo in un contenitore di misure discriminatorie”. Ed è destinato a sollevare forti polemiche anche un altro emendamento, sempre firmato Lega e che, anche in questo caso, ha ottenuto il parere favorevole di governo e relatori con il quale viene introdotta una fideiussione di diecimila euro a carico dei lavoratori extracomunitari che aprono una partita iva.

Bastano pochi numeri per documentare il numero enorme di persone interessate a questo provvedimento: secondo una ricerca commissionata dal Cnel e realizzata dal Creli, il Centro per le ricerche di economia del lavoro e dell’industria, solo negli ultimi 5 anni le imprese con titolari extracomunitari sono aumentate del 20%; nel biennio 2006/07 si sono avuti quasi 17 mila nuovi iscritti stranieri alle Camere di Commercio, gran parte lavoratori dipendenti passati al lavoro autonomo.

E il fenomeno è in crescita. Nel 2007, il dato è di Unioncamere, sono diventate 225.408 le imprese con un immigrato al comando, (+8%). Le nuove imprese sono quasi tutte nel Centro-Nord e la provincia con l’aumento maggiore, +19,2%, è Rovigo. Tra le prime dieci province ci sono Lodi, Como, Rieti, Pavia; l’unica meridionale è Enna. Roma registra la crescita maggiore: 1.478 in più rispetto al 2006. Dietro la capitale ci sono Torino e Milano, Napoli è tra le prime dieci. Ultime Pordenone, Isernia e Massa Carrara. Il Paese più rappresentato è la Cina (6.929 nuove iscrizioni) poi Marocco e Albania.

Source: http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/immigrati-2/dl-lega/dl-lega.html?rss


Parere negativo all’emendamento del Carroccio che prevedeva di far pagare
50 euro agli extracomunitari. Salta anche quello sull’apertura di partita Iva degli immigrati

Permessi, dal governo no alla tassa
La Lega: “Legge già votata in Senato”

Berlusconi: “Mio il no agli emendamenti in tema immigrazione”

ROMA – Scontro aperto in maggioranza sulla tassa sui permessi di soggiorno proposta dalla Lega e bocciata oggi dal governo. Il Carroccio protesta spiegando che il principio è stato già approvato in Senato nel decreto sicurezza. Da Cagliari il premier Silvio Berlusconi rivendica come sua la decisione di fermare gli emendamenti sull’immigrazione accusando però i giornalisti di fare “disinformazione” nell’evidenziare frizioni con la Lega Nord all’interno di maggioranza e governo.

No del governo. Alla ripresa dei lavori sul decreto legge anticrisi questa mattina la Camera ha dato parere negativo sull’emendamento del Carroccio che prevedeva una imposta di 50 euro per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno agli extracomunitari. L’emendamento, a firma Claudio D’Amico, era stato accantonato in attesa di riformulazione prima che l’esecutivo esprimesse parere contrario durante la riunione mattutina delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera impegnate a esaminare il decreto legge 185.

Berlusconi: mio lo stop. “Quando ho conosciuto il senso dell’emendamento – ha detto Berlusconi ai giornalisti a Cagliari, spiegando come si è arrivati al no del governo agli emendamenti della Lega – ho immediatamente dichiarato di essere contrario. Era una proposta che non era stata fatta al tavolo del governo e quando l’abbiamo conosciuta ho di mio pugno firmato il no, consegnandolo alla mia segreteria, che subito ne ha informato i nostri parlamentari. Anche i rappresentanti del governo in commissione lo hanno accantonato, per non dire immediatamente no a una componente importante della maggioranza. Ma eravamo tutti d’accordo”.

Lega: tassa già votata in Senato. Pronta è arrivata la replica della Lega: “Sono stupito dalla reazione di alcuni esponenti della maggioranza – ha affermato il capogruppo Roberto Cota – perché il principio della tassa sul permesso di soggiorno, oltre a essere giusto e previsto in diversi paesi europei, era già stato discusso e votato dalla maggioranza con il parere favorevole del governo in Senato, addirittura prevedendo un importo di 200 euro, ed è inserito nel testo del decreto legge sicurezza licenziato dalle commissioni. Abbiamo solo voluto presentarlo come emendamento al decreto anticrisi per anticiparne gli effetti”.
Ritirato emendamento partita Iva. Come previsto, intanto, questa mattina non è andato ai voti l’emendamento, sempre del Carroccio, che prevedeva una fideiussione di 10mila euro da parte delle società o da parte dei cittadini stranieri non comunitari intenzionati ad aprire una partita Iva. Anche su questo il governo era pronto a dare parere negativo, e la Lega ha deciso di ritirare il provvedimento relativo all’apertura di attività economiche.

Avvenire: imposta su cittadini speciali. Proprio oggi il quotidiano dei vescovi Avvenire ha criticato in una nota la proposta della Lega, prima sostenuta dal governo e poi sconfessata, di far pagare una tassa di 50 euro agli immigrati che chiedono la concessione o il rinnovo del permesso di soggiorno. “Non basta pagare le imposte come viene richiesto a ogni cittadino – ha scritto Avvenire. “Alcuni sono tenuti a pagarle con una maggiorazione, come fossero cittadini ’speciali’ e destinati a restare tali”.”Se il provvedimento ricevesse l’approvazione del parlamento – ha concluso – sarebbe un bello scherzo con gli spiccioli dell’integrazione”.

Source: http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/immigrati-2/no-tassa/no-tassa.html?rss


Per chi non lo sapesse gli immigrati pagano già una cifra salata per rilasci e rinnovi dei permessi: 72€ circa, ed il rinnovo ormai è diventato annuale (mentre la validità di ogni permesso si è ridotta a pochi mesi, poichè soppiantato nella sostanza dal “cedolino” delle poste). Per una famiglia di 4 persone fanno 288€ (annue, spesso).
Per gli studenti maggiorenni che non possono dimostrare di essere a carico dei genitori (chi ad esempio, come il sottoscritto, in estate fa qualche lavoretto in regola) bisogna aggiungere circa 100€ per una assicurazione privata oppure 150€ per avere il libretto sanitario (ed un medico).

Per chi non lo sapesse la social card si applica ai soli cittadini italiani.

Tra un mesetto – forse – avrò il mio permesso, dopo un’atteso di rinnovo durata solo un anno e 3 mesi; quasi sicuramente avrà una validità di pochi mesi, così prevedo che per questa estate dovrò rinnovarlo nuovamente, ed avrò il piacere e l’onore di pagare la mia fetta di crisi, al popolo italiano; io che non posso votare e che non ho eletto questi soggetti che si preoccupano così tanto della mia sorte e delle mie tasche, soggetti che forse anche contribuito a creare questa crisi e sicuramente non sono in grado di fare alcunchè per domarla.
ps: al Governo qualcuno si sta accorgendo che c’è un limite a tutto, e non posso che felicitarmi di questo.

December 19, 2008

Seconde generazioni: le parole sante del presidente Fini

Le aperture di Fini sulla questine della cittadinanzaper le seconde generazioni non sono più un segreto, e in questi giorni sono state ribadite con decisione. Il suo messaggio risulta essere abbastanza inedito, dati i suoi precedenti (l’attuale legge sull’immigrazione, la c.d. “Bossi-Fini”, ascrivibile alla tradizione delle “leggi porcata”, porta proprio il suo nome) e dati quelli del Governo, che negli ultimi mesi ha dato spettacolo nel dimostrare il suo interesse sullo status dei migranti. Alla sua voce si affianca quella di un altro membro del suo partito, Alfredo Mantica (sottosegretario agli Esteri), distintosi per significative aperture sul tema.

I pensieri di entrambi i politici sono molto in linea con la battaglia che la Rete G2 Seconde Generazioni sta portando avanti da quando ha visto la luce: la necessità di un percorso differenziato dai migranti “tradizionali” (la c.d. “prima generazione”) per il riconoscimento della cittadinanza ai figli di immigrati (c.d. “seconde generazioni”) nati e cresciuti in italia o arrivati qui da piccoli, che hanno seguito un percorso di scolarizzazione identico a quello dei loro coetanei italiani “autoctoni”.

Dall’altra parte però, proprio in questi giorni stanno iniziando le discussioni attorno a 8 proposte di riforma della legge sulla cittadinanza; tra queste le bozze proposte della maggioranza di Governo spiccano per i passi indietro e le ulteriori chiusure: di male in peggio.

La Rete G2 sta facendo pressione per incontrare il presidente della Camera Fini – ma è aperta all’incontro di tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione che concederanno udienza – per esprimere soddisfazione sulle prese di posizione dell’onorevole, e per esortarlo a tradurre nei fatti le sue parole all’interno del suo partito e in sede parlamentare in vista delle discussioni sulle bozze di riforma; inoltre i membri della Rete G2 si presenteranno con proprie considerazioni, riaccendendo l’esperienza della bozza Amato-Ferrero del precedente Governo, quando era stata invitata ad esprimere il proprio parere sul testo.


ROMA – Cittadinanza italiana per i “bambini stranieri che studiano nelle nostre scuole”. Diritto di voto amministrativo agli immigrati regolari. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un lungo intervento – che verrà pubblicato domenica prossima dal settimanale Metropoli – lancia la sua “sfida dell’integrazione” e traccia una nuova “road map” per le politiche migratorie.

“Immigrazione, ovviamente legale, può fare rima sia con integrazione sia, all’opposto, con emarginazione – scrive Fini – La prima parola designa un traguardo possibile. La seconda una piaga da curare. La prima prospettiva corrisponde a una grande sfida che le istituzioni e la società hanno il dovere, anzi l’obbligo, di vincere. La seconda è il risultato di una deriva o, peggio ancora, di una pseudocultura che può silenziosamente prevalere nell’inerzia, nella superficialità e, soprattutto, nella paura”.

Il presidente della Camera non ha dubbi: “La nostra società tra qualche decennio, forse tra meno di un decennio, forse già da ora – e non ce ne siamo ancora accorti – non sarà più la stessa. E non è difficile capire perché. Viviamo in un’epoca di imponenti migrazioni, non solo di persone, ma di idee e di capitali. Di capitali umani e culturali oltre che economici”. Per questo, dunque, “non possiamo rimanere fermi. Dobbiamo prevedere e guidare i processi sociali. E’ proprio questa la sfida dell’integrazione. L’alternativa? Non c’è. L’emarginazione non è un’alternativa: è una sconfitta. Una sconfitta per tutti, per gli italiani non meno che per gli immigrati: l’emarginazione porta con sé la discriminazione e, se diventa cronica e diffusa, è fattore di disgregazione sociale”.

“Questo discorso – aggiunge – è altra cosa rispetto alla necessità di fronteggiare l’emergenza contrastando la clandestinità e l’illegalità. Ma ritengo che una politica lungimirante debba guardare al di là dell’emergenza e cominciare a lavorare a un progetto di società più aperta, più evolutiva e più libera”.

Ma attenzione, per Fini, “c’è da combattere anche un’altra forma di emarginazione, anzi di autoemarginazione. E’ la tendenza all’isolamento sociale e culturale che agisce in una parte delle comunità di stranieri. E’ una pulsione insidiosa e può essere favorita dal “politically correct” più bigotto. Penso al caso di quegli insegnanti che non hanno fatto partecipare i loro alunni alle celebrazioni dello scorso 4 Novembre con l’incredibile motivazione che l’omaggio alla bandiera tricolore avrebbe offeso la sensibilità degli scolari immigrati o a quello, non meno sconcertante, di un professore che ha rimosso il crocifisso dalla parete dell’aula dell’istituto dove insegna”. Insomma, per il presidente della Camera, “il multiculturalismo inteso in senso dogmatico rischia di congelare lo straniero nella sua identità d’origine limitandone le possibilità di incontro e di dialogo”.

In concreto, Fini ritiene che “una vera integrazione possa essere favorita da una nuova legge sulla cittadinanza, destinata a quegli immigrati che si sentano realmente coinvolti nella vita della nostra società. Penso in particolare a quei bambini che già studiano nelle nostre scuole. Occorre già da oggi preparare il loro futuro di nuovi italiani. Anche il voto alle amministrative potrebbe favorire l’integrazione, ma solo nella prospettiva della nuova cittadinanza e solo se è chiaro a tutti il principio che ai diritti corrispondono i doveri”. Voto amministrativo, dunque, e riforma della cittadinanza.

A questo proposito, il 16 dicembre scorso è cominciato in commissione Affari costituzionali della Camera l’esame degli otto testi di riforma della la legge 91 del 1992. Spaccato il fronte politico. Da una parte la maggioranza, che per l’accesso alla cittadinanza chiede ancora dieci anni di residenza e una verifica della conoscenza della cultura italiana; dall’altra il Pd, che invece propone di portare gli anni di residenza a cinque.

Source: http://www.repubblica.it/2008/10/sezion … opoli.html

December 10, 2008

Lettera della Rete G2 al Presidente della Repubblica

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 2:39 pm
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Comunicato stampa
Lettera della Rete G2 al Presidente della Repubblica
“Per noi è importante una riforma della legge sulla cittadinanza e vogliamo incontrarLa, Presidente, per parlarne con Lei”
L’occasione è la celebrazione della Dichiarazione dei Diritti umani

10 dicembre 2008 – Oggi, in occasione della Giornata di celebrazione della Dichiarazione universale dei Diritti umani la Rete G2 – Seconde Generazioni ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Caro Presidente noi figli di immigrati siamo cresciuti qui, molti di noi anche nati in Italia, eppure veniamo percepiti come stranieri e incontriamo molti ostacoli perché ci vengano riconosciuti gli stessi diritti dei nostri coetanei, amici e fratelli di origine italiana, compagni di una vita. Vale anche quando si cerca di dividerci in classi integralmente separate dai nostri coetanei per garantirci il banco degli stranieri per sempre o quando costruiscono su di noi scenari di malesseri sociali riconducibili ad altri Paesi”.
La Rete G2 si concentra in particolare sulla legge riguardante la cittadinanza italiana (l. 91/92) e chiede che “venga modificata e resa più aperta nei confronti dei figli di immigrati cresciuti in Italia, che sono parte di questo Paese” dice Mohamed Tailmoun, portavoce della Rete G2.
“Cerchiamo di ribadire ogni giorno, in ogni attimo della nostra vita il diritto ad essere riconosciuti cittadini e non degli ‘italiani col permesso di soggiorno’” si legge ancora nella lettera della Rete G2.

“Le chiediamo inoltre di poterLa incontrare nuovamente per presentarLe il lavoro realizzato fin qui, a cominciare dai casi più significativi di ostacoli incontrati da figli di immigrati segnalati nel nostro Osservatorio G2. E’ il nostro modo di chiedere e pretendere quella libertà di essere italiani a tutti gli effetti, nei diritti e nei doveri, anche se abbiamo volti e origini diversi dagli altri. Con stima e affetto, Le ragazze e i ragazzi della Rete G2 – Seconde Generazioni” conclude la lettera.
Nell’allegato il comunicato, la lettera al Presidente e una presentazione della Rete G2.
Contatti:
Mohamed Tailmoun, Tel. 327 1639917
g2@secondegenerazioni.it
www.secondegenerazioni.it

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Caro Presidente,
Le scriviamo in una giornata importante come la celebrazione della Dichiarazione universale dei Diritti umani, che per noi rappresenta un riferimento storico importante da non dimenticare e riaffermare nella nostra vita di tutti i giorni.

La ringraziamo dell’invito per l’evento “Nuovi cittadini” al quale abbiamo partecipato la mattina del 13 novembre e che ci ha ricordato un altro evento al quale eravamo stati invitati e che per noi aveva rappresentato un’occasione di grande importanza. Era il 20 novembre dell’anno scorso quando, in occasione della Giornata Nazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ci siamo incontrati per la prima volta. In quel giorno Lei ha colto quel messaggio che ad alta voce cercavamo e cerchiamo di ribadire ogni giorno, in ogni attimo della nostra vita: il diritto ad essere riconosciuti cittadini del nostro Paese e non più solo degli “italiani col permesso di soggiorno”, come molti di noi purtroppo sono.

Da quel dì poco e niente è cambiato, anzi, o il silenzio ricomincia a calare o altre questioni ne strumentalizzano l’attenzione.

Molti di noi, di origine straniera, sarebbero italiani se la legge per l’acquisizione della cittadinanza italiana li riconoscesse, e non lo sarebbero per concessione, Signor Presidente, ma per diritto, perché cresciuti in Italia sin da bambini. Perché noi siamo qui da sempre Presidente, e non può essere la sola regola del sangue come vuole la legge che qualcuno nel 1992 scelse per noi (legge n. 91/92) a definirci.

Ci chiediamo continuamente: chi meglio del suolo, del vissuto, può essere criterio per fare di un uomo o di una donna un cittadino? Eppure certe domande non trovano ancora risposta.

Siamo cresciuti qui, molti di noi anche nati in Italia, eppure veniamo percepiti come stranieri e incontriamo molti ostacoli perché ci vengano riconosciuti gli stessi diritti dei nostri coetanei, amici e fratelli di origine italiana, compagni di una vita. Vale anche quando si cerca di dividerci in classi integralmente separate dai nostri coetanei per garantirci il banco degli stranieri per sempre o quando costruiscono su di noi scenari di malesseri sociali riconducibili ad altri Paesi.

Con questo nuovo appello, in occasione della celebrazione della Dichiarazione universale dei diritti umani, auspichiamo una maggiore attenzione alla questione dei figli d’immigrati; oggi ancor più a quelli che si ritrovano senza cittadinanza dopo i 18 anni e non sono nati in Italia ma fin da bambini sono qui cresciuti perché per loro non è previsto nessun percorso specifico se non quello che seguono i loro stessi genitori.

Come Lei sa, la nostra Rete tenta di unire e organizzare figli d’immigrati nati in Italia ma anche cresciuti qui sin da minorenni.

Oggi le chiediamo di poterLa incontrare nuovamente per presentarLe il lavoro realizzato fin qui, a cominciare dai casi più significativi di ostacoli incontrati da figli di immigrati segnalati nel nostro Osservatorio G2.

E’ il nostro modo di chiedere e pretendere quella libertà di essere italiani a tutti gli effetti, nei diritti e nei doveri, anche se abbiamo volti e origini diversi dagli altri.

Con stima e affetto,

Roma, 10 dicembre 2008 Le ragazze e i ragazzi della Rete G2 – Seconde Generazioni

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CHI SIAMO

La Rete G2 – Seconde Generazioni è un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia. Chi fa parte della Rete G2 si autodefinisce come “figlio di immigrato” e non come “immigrato”: i nati in Italia non hanno compiuto alcuna migrazione, e chi è nato all’estero ma cresciuto in Italia non è emigrato volontariamente, ma è stato portato in Italia da genitori o altri parenti. “G2″ quindi non sta “per seconde generazioni di immigrati” ma per “seconde generazioni dell’immigrazione”, intendendo l’immigrazione come un processo. La Rete G2 è un network di “cittadini del mondo”, originari di Asia, Africa, Europa e America Latina, che lavorano insieme su due punti fondamentali: la riforma della legge sulla cittadinanza italiana perché sia più aperta vero le seconde generazioni e l’identità. G2 nasce a Roma nel 2005 e oggi ne fanno parte anche seconde generazioni di altre città italiane (Milano, Prato, Genova, Mantova, Arezzo, Padova, Modena, Imola, Bologna, Bergamo e Ferrara) che partecipano ai Workshop nazionali organizzati ogni anno dalla Rete, i primi due svolti a Roma e l’ultimo a Milano (novembre 2008). G2 si incontra anche virtualmente sul Blog G2 (www.secondegenerazioni.it) e discute sul Forum G2 (www.secondegenerazioni.it/forum) dove sono registrati più di 500 iscritti.

Nel 2006 sono stati realizzati i Video G2. Il primo ha vinto il Premio nazionale Mostafà Souhir mentre il Ministero della Solidarietà sociale ha commissionato alla Rete G2 uno spot audiovisivo basato sul suo secondo video, “G2: Forte e Chiaro”, realizzato in collaborazione con l’artista Maria Rosa Jijòn. Nel 2007 la Rete G2 è entrata a far parte della Consulta nazionale “per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie” presso il ministero della Solidarietà sociale e della Consulta dell’ “Osservatorio per l’integrazione degli alunni stranieri e l’educazione interculturale” presso il ministero della Pubblica istruzione. Inoltre G2 ha collaborato con il centro interculturale della Provincia di Mantova e con l’assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma.
Sempre nel 2007 G2 ha ideato e realizzato un originale strumento di comunicazione: il Fotoromanzo G2. Nel novembre di quell’anno alcuni rappresentanti della Rete G2 hanno consegnato nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una copia del Fotoromanzo e una lettera. Il Presidente ha accolto con favore le parole e l’appello della Rete G2 riguardante la legge sulla cittadinanza italiana. Tra gli altri incontri di G2 con rappresentanti istituzionali da segnalare quello del 2008 con il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, in quanto membro del Tavolo di lavoro interassociativo sugli effetti del pacchetto sicurezza promosso dall’organizzazione internazionale Unicef, e con Giovanni Terzi, Assessore allo Sport e Tempo libero del Comune di Milano.

Tra le ultime iniziative creative realizzate nel 2008: la Rete G2 ha ideato e curato la trasmissione radiofonica “OndeG2″, in onda dal 15 febbraio su Radio Popolare Milano e a livello nazionale su Popolare Network, e ha promosso la raccolta musicale “Straniero a chi? Tracce e parole dei figli dell’immigrazione”.


Rete G2 – Seconde Generazioni

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