
Author: Gipi
Source: http://www.flickr.com/photos/internaz/

Author: Gipi
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L’umano delirio non ha confini.
Chi l’avrebbe mai detto?
Tra un po’ faremo la “guerra del week-end”, o la “guerra delle 36 ore e 26 minuti” oppure la guerra dei giorni feriali con il cessate il fuoco nei festivi, la guerra delle otto ore lavorative con pausa pranzo nel mezzogiorno.
La “guerra del pre-Obama”…
Siiiiiiiiiiiiiiiiiii, la guerra contro la crisi!
La guerra contro ogni crisi: contro le crisi economiche, contro le crisi politiche (vedi Olmert-Olmerd-AllMerd e il suo partito), le guerre per riguadagnare consenso e riavere i sondaggi dalla propria parte, contro le crisi d’identità (“non sai più chi sei? non sai più cosa vuoi dalla vita? Abbraccia anche tu il tuo AK-47, fai l’amore con il grilletto…sentiti tutt’uno con la corrazza del tuo carro armato…e la tua vita prenderà una piega diversa, e non solo la tua, ma quella del mondo intero! Smetti di sparare agli zombie sul tuo computer! Vieni a sparare sentendo l’odore della carne che brucia…”).
Il loro odio per le vittime del loro “sogno nazionale” ha allietato le nostre vacanze di Natale…
Questo è il mio odio per loro, che avevo messo sottoforma parole circa un anno fa, e da allora non può che essere cresciuto, di pari passo con il mio amore per la pace per TUTTI i popoli:
Io odio Israele
Odio questo piccolo feudo post-moderno più di ogni altra cosa al mondo.
Odio la sua storia, passata, presentee futura.
Odio la perversa ideologia che muove la sua popolazione.
Odio il suo carattere da “base militare” permanente.
Odio le sue giustificazioni logiche per ogni situazione.
Odio il suo odio per tutto ciò che non sà di ebreo.
Odio Israele perchè non esiste norma del diritto internazionale che non abbia violato, convenzioni/risoluzioni/dichiarazioni internazionali e delle Nazioni Unite che non abbia ridotto a cartastraccia, non esiste diritto umano che non abbia calpestato e norma del buon senso che non abbia svuotato di ogni significato.
Odio Israele per questo suo “delirio onnipotente”.E con ciò non mi interessa nulla che la sua popolazione sia quasi “puramente” ebrea (forse non sono in totale disaccordo con l’ideologia hitleriana?). Sono esseri umani, persone, come tutti, che hanno in mano le carte buone, gli strumenti (economici, militari, di consenso) giusti per poter agire indisturbati e senza essere sindacati.
Però io non arriverei mai a compilare “liste” di presunti “sionisti”.
Il mondo occidentale, con le sue classi politiche e imprenditoriali è tutto filo-sionista. Chi non vorrebbe fare affari con uno Stato in “stato di guerra permanente”? La guerrà è accelerazione della storia. La guerra è business. Gli Stati Uniti e l’Europa devono la loro ricchezza al ruolo depurante e resettante (da “reset”) della guerra. Ed è uno Stato così ben voluto dai padroni della terra a stelle e striscie! Che hanno interessi vitali da difendere! Ad ogni costo! Al costo degli “interessi vitali”, o delle vite, di altri.Smettetela cari occidentaloidi leccaculodeisionisti di uscire a berciare all’antisemitismo quando si parla di antisionismo.
Ve lo devo dire io che sono due cose diverse?
Ed evitiamo queste invocazioni da caccia alle streghe contro i bloggers (la maggio parte) che dicono ciò che pensano sulla base di quello che sanno (e non sulla base di ciò che gli altri vogliono sentirsi dire da loro).
PS: Israele è la dimostrazione vivente che Democrazia e Terrorismo di Stato possono convivere pacificamente: non solo possono legittimarsi a vicenda, ma l’uno può alimentare l’altro.®
(all rights reserved)j.s.
e di altri volontari che raccontano al mondo ciò che il mondo non dovrebbe sapere sulla prigione a cielo aperto di Gaza: http://www.indika.it/
Mi è arrivata una mail con questo link con macabre foto; qualche immagine di Gaza l’ho vista anche su Al Jazeera English e sull’Espresso della scorsa settimana:
http://www.slide.com/r/3JCT4a8r5T-IkwvsZhvfnKD_nUcu0U7c?previous_view=TICKER&previous_action=TICKER_ITEM_CLICK&ciid=72057594261634549
Israele è terrorismo, è guerra istitutizionalizzata, guerra usata come strumento politico, guerra usata per creare consenso all’interno, è guerra ad oltranza per non permettere la pace e non creare le basi per la giustizia, è guerra per non doversi guardare allo specchio.
Hamas ha sbagliato, non perchè i palestinesi di Gaza non hanno diritto a difendersi, ce l’hanno. Ha sbagliato perchè il suo gesto è inutile, disperato. Il suo gesto è ciò di cui Israele ha bisogno. Israele ha bisogno di buoni motivi per rispolverare la divisa da soldato, ormai è quello che sanno fare, è quello che hanno sempre fatto, e non si interrogano più su chi sia il nemico: il nemico porta un altra divisa, il nemico è musulmano, il nemico dice che vuole distruggerci (anche se non ne ha mai avuto i mezzi) e per questo il nemico va distrutto (ed anche perchè il nemico occupa terra potenzialmente appropriabile da parte di coloni sionisti).
La terrasanta è maledetta. E’ il teatrino dell’assurdo cui tutto il mondo partecipa, da spettatore però.
Le comparse dei morti e degli assassini però sono sempre le stesse…
Non sò se la parola più giusta sia “ipocrisia”, però non si può parlare di sicuro di “giustizia”: non c’è mai stata. E’ quasi paradossale che gli arabo-palestinesi chiedano che l’occidente riconosca loro ciò per cui l’occidente li ha sempre accusati: uno stato, indipendenza politica ed economica, giustizia. Se eleggono democraticamente un partito, quel partito è accusato di essere un’organizzazione terrorista. Allora non è terrorista anche anche Kadima, il partito di Ehud Olmert e Tzipi Livni?
Da due settimane spesso accendo su Aljazeera English…ed ogni volta mi sale lo sconforto…
MEDIO ORIENTEPER RIFLETTERE INSIEME (Con l’ israeliano Uri Avnery, su Israele e Hamas)
“Con l’avvento di Hamas al potere, il governo israeliano ha ripescato in soffitta tutti i vecchi slogan utilizzati contro l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp): è un organismo terrorista, non riconosce il diritto di Israele a esistere, il suo statuto chiede la distruzione di Israele. Ma Hamas si è scrupolosamente astenuto da attacchi violenti per più di un anno. Arrivando al potere, non può rinnegare da un giorno all’altro la sua ideologia, ma più di una volta ha trovato il modo di far capire che sarebbe pronta a negoziare con Israele e a riconoscerne l’esistenza nei confini della ‘linea verde’. Un governo interessato alla pace avrebbe afferrato l’opportunità e messo Hamas alla prova del negoziato. Il primo ministro Ehud Olmert ha deciso invece di interrompere tutti i contatti e di chiedere a Stati Uniti ed Europa di affamare i palestinesi fino alla sottomissione totale. Probabilmente, la solita regola si applicherà ancora: coloro che non vogliono Hamas avranno la Jihad islamica”.
[Da un articolo di Uri Avnery, ex-deputato del parlamento israeliano, giornalista e attivista di pace. Il testo è stato pubblicato nel maggio 2006, pochi mesi dopo le elezioni legislative palestinesi vinte da Hamas con circa il 60% dei consensi; la riflessione di Avnery sembra molto attuale in questi giorni, segnati dal timore di una nuova offensiva israeliana su larga scala nella Striscia di Gaza][CO]
Source: http://www.misna.org/
ps: Per coerenza con il titolo, un’altra palestra di successo può essere tranquillamente quella dove Lega Nord allena giovani talenti nell’arte dell’odio.
IL prEsidentE deLl’AssembleA gEnErale deLl’ONU INVITA AL boICOTTAGGIO dEL rEgime israEliANO DELL’APARTHEID… MA IN ITALIA NON SI DEVE SAPERE.
“Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c’è alcuna virtù nell’essere pazienti con la sofferenza degli altri”.
L’Assemblea generale dell’ONU ha esaminato il 24 e 25 novembre 2008 il rapporto del Segretario generale sulla situazione in Palestina.
Il Presidente dell’Assemblea, Miguel d’Escoto Brockmann (Nicaragua), ha fatto di questo dibattito una questione di principio. Aprendo la seduta, ha dichiarato: « Io invito la comunità internazionale ad alzare la sua voce contro la punizione collettiva della popolazione di Gaza, una politica che non possiamo tollerare. Noi esigiamo la fine delle violazioni di massa dei Diritti dell’uomo e facciamo appello ad Israele, la Potenza occupante, affinché lasci entrare immediatamente gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Questa mattina ho parlato dell’apartheid e di come il comportamento della polizia israeliana nei Territori palestinesi occupati sembri così simile a quello dell’apartheid, ad un’epoca passata, un continente più lontano. Io credo che sia importante che noi, all’ONU, impieghiamo questo termine. Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome. Dopotutto, sono le Nazioni Unite che hanno elaborato la Convenzione internazionale contro il crimine dell’apartheid, esplicitando al mondo intero che tali pratiche di discriminazione istituzionale devono essere bandite ogni volta che siano praticate.
Abbiamo ascoltato oggi un rappresentante della società civile sudafricana. Sappiamo che in tutto il mondo organizzazioni della società civile lavorano per difendere i diritti dei Palestinesi e tentano di proteggere la popolazione palestinese che noi, Nazioni Unite, non siamo riusciti a proteggere. Più di 20 anni fa noi, le Nazioni Unite, abbiamo raccolto il testimone della società civile quando abbiamo convenuto che le sanzioni erano necessarie per esercitare una pressione non violenta sul Sud Africa. Oggi, forse, noi, le Nazioni Unite, dobbiamo considerare di seguire l’esempio di una nuova generazione della società civile chef a appello per una analoga campagna di boicottaggio, di disinvestimento e di sanzioni per fare pressione su Israele. Ho assistito a numerose riunioni sui Diritti del popolo palestinese. Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c’è alcuna virtù nell’essere pazienti con la sofferenza degli altri. Noi dobbiamo agire con tutto il nostro cuore per mettere fine alle sofferenze del popolo palestinese (…) Tengo ugualmente a ricordare ai miei fratelli e sorelle israeliani che, anche se hanno lo scudo protettore degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza, nessun atto di intimidazione cambierà la Risoluzione 181, adottata 61 anni fa, che invita alla creazione di due Stati. Vergognosamente, oggi non c’è uno Stato palestinese che noi possiamo celebrare e questa prospettiva appare più lontana che mai. Qualunque siano le spiegazioni, questo fatto centrale porta derisione all’ONU e nuoce gravemente alla sua immagine ed al suo prestigio. Come possiamo continuare così?».L’ambasciatore Miguel d’Escoto Brockmann è un sacerdote cattolico, teologo della liberazione e membro del Comitato politico del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). Personalità morale riconosciuta, è stato eletto per acclamazione, il 4 giugno 2008, Presidente dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
L’Anti-Defamation League (ADL) è stata la prima organizzazione sionista a reagire, chiedendo al Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon, di mettere fine a questo « circo » così come alla « cosiddetta giornata di solidarietà con il popolo palestinese ». Infine, ha denunciato il carattere a suo dire « antisemita » delle proposte del Presidente Miguel d’Escoto Brockmann che essa ritiene ispirate da un secolare antigiudaismo cattolico.
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Ad oltre dieci giorni dall’intervento di D’Escoto all’ONU, nessun organo di informazione “importante” ha ritenuto di doverne dare conto, forse per non turbare il sonno perenne del nostro Presidente della Repubblica, quello che dorme quando viene sancita la fine dell’eguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge e – coerentemente – nel suo viaggio in Israele ha continuato a sonnecchiare di fronte alle sofferenze dei Palestinesi sotto il tallone di ferro dell’occupazione israeliana.