Hai sette mesi, ed oggi hai posato i tuoi primi piedini su questa terra.
Beh, non proprio posato, ma…
Io avevo 7 anni, sai?
E vi atterrai 17 anni fa.
Nascerai d’inverno.
Qui l’inverno è ovunque, di questi tempi, anche se quello vero è tardato a venire, e ci è piombato addosso all’improvviso, lasciandoci storditi. Certo, non lo puoi ancora vedere, ma forse lo riesci a sentire.
Avevi davvero una gran fretta di viaggiare!
Certo, non l’hai voluto tu, faccio così per dire.
A 7 mesi, mentre stai covando dentro il pancino della tua mamma, hai lasciato lo smog e la sporcizia e i Guru del Tempio d’oro di Amritsar, hai sorvolato il Pakistan in lotta con sè stesso, forse pure l’Afghanistan in lotta con il mondo, e l’Iran “canaglia”.Bush stringeva la mano e accoglieva quello che non sarà il tuo presidente, Manmohan Singh, oltre ad altre 18 “G”, mentre tu – rinchiuso nel tuo tiepido uovo – imprecavi contro i controllori di volo in sciopero a Parigi: quella stessa Parigi dove, non molti hanni fa, arrestarono tuo zio, nostro zio clandestino in mano ai famelici “Agents”, e gli fecero passare la voglia d’occidente (almeno per qualche hanno) a suon di manganellate.
Poi dovevi arrivare a Bologna (pure io atterrai a Bologna nel lontano 1991!) ma ti hanno spedito a Firenze, per poi portarti in Romagna con una navetta. Hai anche provato l’ebbrezza di percorrere la E45: forse la parte più difficile del viaggio.
Io vorrei dirtelo subito: io non c’entro niente!
Anzi, mi sono opposto fin dal principio. Io non volevo. Non perchè non volessi bene a mia zia. La zia B. è quella cui voglio più bene. Ed anche per questo per lei non volevo (questa) Italia. E non la volevo per te, che ci nascerai, che dovresti esserne cittadino per nascita, ma che non lo sarai, chissà per quanto tempo. Per lei non volevo che lasciasse a terra, nel suo paesino, la sua figlia di appena due anni, la tua sorellina. Tuo padre? E’ un buono a nulla. Non te la prendere. Lo dico perchè lo penso. Eppure non l’ho mai visto e mai conosciuto. Ma di lui sò abbastanza per capire di che tipo si tratta. E’ anche perchè è lui che tu e tua madre siete fuggiti (o siete stati cacciati, o siete stati strappati a) dall’India. Oltrechè per sua madre. Pure lei non la conosco. Le vecchie punjabi sono perfide. Proprio come quelle delle soap-opera: le diaboliche suocere che vivono (troppo!) soltanto per dispensare la famiglia con la loro malignità.
Non riesco neanche ad immaginarmi cosa sta provando tua madre in questo momento: starà piangendo l’abbandono di sua figlia? Starà dubitando sulla capacità/volontà del marito e della suocera di prendersene cura?
Le vecchie indiane odiano le figlie femmine! A dispetto del loro stesso gender, non vorrebbero mai veder nascere figlie femmine dalla nuora [Lo sterminio pre-natale del genere femminile è ancora troppo attuale...].
Dovrà starne lontana non si sà per quanto tempo. Con i tempi che corrono, con le leggi che peggiorano – gonfie come sono di odio per tutto ciò che non sia visibilmente e materialmente italiano “doc” – un ricongiungimento sta diventando sempre più difficile.
Io non volevo.
Mi chiedevo e chiedevo se non esistevano altri modi per aiutare tua madre. Cosa la obbligava ad essere la schiava di quella vecchia becera? Poteva finire gli studi che non le hanno fatto finire. Poteva ottenere l’abilitazione ad insegnare. Lei era brava, era capace, poteva riuscire.
Qui purtroppo non sanno o non voglio aiutare. Pensano che l’unico aiuto possibile sia fuggire dall’India, fuggire dalla propria terra, perdere la propria dignità per guadagnare chissàcosa. L’Italia è una illusione. L’occidente è una illusione.
Ci hanno portato via tutto e ci hanno lasciato con questa illusione.
Hanno barattato una parvenza di libertà con l’illusione. Tenetevi la libertà, esseri indegni, in cambio vivrete la nostra illusione, vorrete la nostra illusione, ansimerete, anelerete, supplicherete per un po’ di questa illusione.
Io ti chiedo scusa, già adesso.
Vedrai la luce su questa terra e su questo paese. Ti chiedo scusa.
Probabilmente non ho fatto abbastanza perchè le cose cambiassero, perchè migliorassero. Ti chiedo scusa.
Sto pensando pure di fuggire, da questa barca che affonda. Non è eroico. Lo sò.
Ti chiedo scusa.

