I 55 giorni che sconvolgono l’Italia
La rivendicazione da parte brigatista non tarda ad arrivare e appare subito chiara la strategia comunicativa del gruppo terroristico: far parlare di sé, porsi come interlocutore politico. Si può del resto affermare con Paolo Franchi che in quei giorni tutta l’informazione perde la propria “innocenza” e viene strumentalizzata un po’ da tutti, in primis proprio dalle Brigate Rosse. È forse quello il primo momento in cui si comincia a comprendere l’estrema importanza politica dell’informazione, il ruolo-chiave che essa è in grado di rivestire nella società di massa. I frenetici comunicati delle Brigate Rosse fanno da contrappunto alle lettere che Moro va scrivendo dal suo misterioso carcere chiedendo che si apra una trattativa con i suoi carcerieri: in sostanza, una trattativa fra Stato e Brigate Rosse.
E mentre da tanta parte dell’opinione pubblica e del mondo politico ci si chiede se le lettere possono essere considerate attendibili e frutto dell”autentico” Moro prendono forma il partito della fermezza – costituito da DC, PCI, PSDI e PRI- e quello della trattativa costituito invece da socialisti, radicali, sinistra non comunista, una componente del cattolicesimo dissidente, uomini di cultura come Leonardo Sciascia e dal papa Paolo VI. Il partito della fermezza avrà la meglio e il corpo di Aldo Moro viene dai brigatisti fatto ritrovare il 9 maggio nel bagagliaio di una Renault rossa in via Caetani a Roma. Luogo quanto mai simbolico in quanto via Caetani si trova a metà strada fra la sede della Democrazia Cristiana e quella del Partito Comunista. Il ministro degli Interni Francesco Cossiga si dimette immediatamente. Con l’ assassinio di Moro inizia la lunga agonia della Prima Repubblica che raggiungerà il suo apice molti anni dopo.
Televisione, politica, costume
Facciamo un passo indietro: è il 1976, l’anno della riforma della RAI. Sono appena partiti due telegiornali, il Tg 1 di osservanza democristiana e il Tg 2 laico e socialista. Naturalmente i due telegiornali si fanno concorrenza e, in questo caso, per la prima volta nella storia, l’oggetto della loro concorrenza è il Congresso della Democrazia Cristiana, quello in cui viene eletto segretario Benigno Zaccagnini. È proprio in questi anni, in cui l’impatto mediatico sull’opinione pubblica si fa sempre più forte, che si fa strada un fenomeno del tutto nuovo e inedito: la “soubrettizzazione”, la “vedettizzazione” del conduttore televisivo, fenomeno destinato a durare fino ai nostri giorni.
I fermenti del 1977
Se crisi comincia già a esserci nel sistema dei partiti, essa appare ancora del tutto strisciante. A manifestarsi invece con clamore è un soggetto politico nuovo, appartenente alla sinistra extraparlamentare, il movimento degli autonomi che compie all’università un atto politico di protesta clamoroso e significativo: contesta con violenza il comizio di Luciano Lama segretario della CGIL al punto da costringerlo ad andarsene. Del resto tutto il 1977 è disseminato di scontri politici, di violenze fra “rossi” e “neri”, di scontri fra autonomi e forze dell’ordine; in uno di essi muore a Roma l’agente Settimio Passamonti.
L’immagine dell’Italia: un paese tragicamente ridicolo
Nonostante l’emergenza politica, nonostante la drammatizzazione dello scontro, l’ Italia rimane un paese insieme forte e tragicamente ridicolo. Un esempio valga per tutti: è il ferragosto del 1977 quando il nazista Kappler, responsabile del massacro delle Fosse Ardeatine, riesce a fuggire dal carcere rinchiuso in una valigia. La rabbia dell’opinione pubblica è riflessa dalle dichiarazioni sdegnate dei partiti di tutto l’arco costituzionale. Missini, repubblicani, socialisti e comunisti poi chiedono le dimissioni del ministro della Difesa Vito Lattanzio che il 18 settembre si dimette. Nel frattempo nel mese di giugno una campagna scandalistica a proposito di presunte attività speculative e irregolarità fiscali investe il presidente della repubblica Giovanni Leone che è costretto a dimettersi.
Il nuovo presidente
L’8 luglio 1978 viene eletto presidente con un alto numero di suffragi (832 voti su 995 votanti) Sandro Pertini che si rivelerà il presidente più amato e apprezzato dagli italiani; tanto più nuovo appare il fenomeno in quanto Pertini è il primo socialista a salire al Quirinale ed è figura eminente della Resistenza italiana.
I tragici lutti e i cambiamenti che investono il mondo
La nuova televisione a colori trasmette le immagini del re del rock Elvis Presley, morto a Memphis il 16 agosto del 1977 e prima quelle del presidente cinese Mao Tse Tung che se ne va nella generale disperazione del suo popolo.
Siamo al 1979: in Iran, al posto dello scià Reza Pahlevi prende le redini del potere l’ayatollah Khomeini, di ritorno da un lungo esilio a Parigi. E’ la prima grande rivoluzione islamica e i giornalisti italiani guardano con grande interesse al fenomeno. Ma i telegiornali danno anche prova di estrema cautela. Ancora nel 1979, nel mese di dicembre, con il pretesto di uno scontro interno al Partito comunista afghano, l’URSS invade l’Afghanistan.
Si sta affacciando nel mondo l’ombra del fondamentalismo islamico anche se all’epoca non ne parla ancora nessuno. Anche l’Europa è teatro di grandi cambiamenti: in Inghilterra i laburisti perdono le elezioni e al governo sale quella che verrà soprannominata la “lady di ferro”, Margaret Thatcher, portatrice di un’ideologia neoconservatrice e neoliberista. La sua è una politica di duro attacco allo Stato sociale e ai sindacati.
Due delitti che scuotono l’opinione pubblica
Passerà alla storia con la denominazione di massacro del Circeo l’atroce delitto compiuto da tre ragazzi della Roma bene già noti come neofascisti: Andrea Ghira, Gianni Guido, Angelo Izzo. Nella notte del 30 settembre del 1975 portano in una villa del Circeo due ragazze di 17 e 19 anni, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti che diventano, per 36 lunghissime ore, oggetto di torture morali, fisiche e sessuali. I tre le abbandonano poi nel bagagliaio di una macchina e, mentre la Lopez muore, la Colasanti si salva fingendosi morta. Alcuni passanti ne odono i lamenti e la salvano. Guido e Izzo vengono arrestati, Ghira non verrà mai catturato.
Quello stesso anno il 2 novembre 1975, un altro clamoroso delitto. All’idroscalo di Ostia viene trovato il corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini scrittore, poeta, regista, considerato intellettuale scomodo e importante. A ucciderlo è Giuseppe Pelosi, un sottoproletario con cui ha passato la serata che sembra uscito proprio dai romanzi di Pasolini.
Catastrofi naturali
Nel maggio 1976 il Friuli è scosso da un violento terremoto, pari al decimo grado della scala Mercalli; i morti sono mille, quarantacinquemila i senzatetto. La popolazione reagisce con forza e la RAI copre l’evento con eccezionale partecipazione.
10 luglio 1976: dalla fabbrica Icmesa di Seveso si sprigiona una nube tossica di diossina. Un’ondata di panico, una vera e propria psicosi di massa, si diffonde nella popolazione al punto che si teme che gli stessi cibi siano stati contagiati. Per la prima volta nella storia l’Italia scopre a proprie spese la questione ambientale.
Il nuovo papa
Paolo VI sopravvive poche settimane alla morte del suo amico Aldo Moro. Dopo il breve interregno di papa Luciani, sale al soglio pontificio, il 16 ottobre 1978, un papa polacco, Giovanni Paolo II. Dopo 4 secoli si insedia in Vaticano un papa non italiano. L’atmosfera è di attesa ma anche di timore, soprattutto nelle alte sfere del Partito comunista polacco. Timore peraltro non ingiustificato dato che il nuovo papa avrebbe contribuito non poco a cambiare il corso della storia del mondo.