μέτοικος

June 17, 2009

Note sulla schiavitù

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 2:17 am
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“Come si può descrivere la schiavitù? Forse nessuno può farlo se non l’ha vissuta. Nell’edizione del 1932 di un diffusissimo libro di testo di due storici liberal del Nord si leggeva che la schiavitù aveva forse rappresentato <<la necessaria transizione alla civilità>> dei neri. Economisti e cliometristi (ovvero esperti di statistica storica) hanno tentato di valutare la schiavitù calcolando quanto denaro si spendeva per il sostentamento e l’assistenza sanitaria degli schiavi. Ma questo può rendere conto della realtà della schiavitù per gli esseri umani che la subivano? Le condizioni della schiavitù sono forse più importanti del fatto stesso che esistesse la schiavitù?”

tratto da “Storia del popolo americano” di Howard Zinn

“Pertanto anche le varie leggi e i vari codici di comportamento riflettevano l’anomalia caratteristica dell’istituzione: da un lato gli schiavi erano considerati dei beni mobili, che potevano quindi essere venduti o comprati, donati o ricevuti in eredità, ipotecati o affittati; dall’altro lato non si poteva negare la loro essenza umana se si ammetteva che fossero capaci di ribellarsi, di fuggire, di commettere gravi crimini e che li si dovesse punire per questi fatti”.

tratto da “Storia degli Stati Uniti D’America” di Maldwyn A. Jones

May 25, 2009

La vacca sacra, il tabu della macellazione, Antonio Gramsci, Edward Said…

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 1:47 am
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“The starting-point of critical elaboration is the consciousness of what one really is, and is ‘knowing thyself’as a product of the historical processes to date, which has deposited in you an infinity of traces, without leaving an inventory.”
– Antonio Gramsci, Prison Notebooks

“The only available translation inexplicably leaves Gramsci’s comment at that, whereas in fact Gramsci’s text concludes by saying, ‘therefore it is imperative at the outset to compile such an inventory.’”
–  Edward Said – Orientalism

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“Nella misura in cui il tabu della carne bovina fornisce un valido appoggio all’esigenza contadina di conservare intatto il patrimoio zootecnico il più a lungo possibile, si può dire che tale tabu favorisce, e non certo diminuisce, la funzionalità di lungo periodo del sistema agricolo, riducendo nello stesso tempo la disugualianza originata dal sistema delle caste per quanto riguarda il consumo di alimenti essenziali dal punto di vista nutritivo.”

L’uso che gli indiani fanno dei bovini è limitato alla trazione dell’aratro e alla mungitura del latte, senza contare l’impiego degli escrementi nella concimazione dei campi. Nell’alimentazione, perciò, senza distinzione di casta, la carne bovina è esclusa e tutti traggono la maggior parte delle proteine dal latte e dai suoi derivati.

[...]

In altre regioni del mondo i bovini assicurano la medesima funzione produttiva e riproduttiva e tuttavia non hanno subito un processo di sacralizzazione. Harris giustifica questo punto con alcune considerazioni di ordine storico. I Rig Veda, antichi testi sacri risalenti al secondo millennio a.C., contemplano la macellazione dei bovini e non parlano affatto di un tabu della carne, anzi la casta dei Brahmani aveva tra i compiti rituali più rilevanti proprio il sacrificio cruento degli animal, cui normalmente seguiva un banchetto a base di carne bovina….

“Il periodo dell’ecatombe dei bovini e dei grandi banchetti a base di carne ebbe fine quando i capi veda non poterono più contare sulla disponibilità di grandi mandrie [...] la popolazione era cresciuta, le foreste si erano ridotte, i pascoli erbosi erano stati coltivati e l’antica vita semipastorale si era trasformata con il passaggio all’agricoltura intensiva e a una maggiore produzione di latticini. Fu una semplice questione energetica a imporre questa trasformazione: per nutrire una maggiore quantità di persone occorre limitare il consumo della carne e ricorrere in maggior misura ai latticini, al grano, al miglio, alle lenticchie e agli altri alimenti di origine vegetale [...]. Il rapporto quantitativo tra bestiame e uomini si ridusse progressivamente e con esso diminuì il consumo, segnatamente delle caste inferiori [...]. Le caste privilegiate dei Brahmani e dei Kshatriya continuarono a macellare i bovini e a rimpinzarsi della loro carne ancora per molto tempo [...]. Intorno al 600 a.C. il livello di vita dei contadini era nettamente peggiorato e guerre, siccità e carestie si facevano sentire pesantemente [...] i nuovi capi religiosi dovettero fare i conti con una popolazione sempre più ostile ai sacrifici di animali, ormai visti come espressione delle disuguagliaze del sistema di caste. In questo contesto socio-economico nacque il buddhismo, la prima religione contraria all’uccisione [...]. Il divieto buddhista di consumare carne bovina implicito nell’opposizione ai sacrifici di animali corrispondeva alle esigenze dei contadini più poveri [...]. Per nove secoli buddhismo e induismo lottarono per conquistare stomaco e cervello del popolo indiano. Alla fine l’induismo riportò la vittoria: ma non prima che i Brahmani soprassedessero alla richiesta tassativa di sacrifici animali contenuta nei Rig Veda e si presentassero come protettori piuttosto che come distruttori dei bovini. “
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Tratto da: I modi della cultura – Manuale di etnologia

Le considerazioni che mi hanno suscitato queste pagine sono innumerevoli (anche per l’ora tarda).

  • Innanzitutto motiverei le due citazioni di Gramsci e Said rispettivamente. La storia ci ha lasciato innumerevoli tracce – scrisse Gramsci nei suoi quaderni dal carcere – però non ci ha lasciato un inventario, una mappa per ricomporre quelle tracce, per orientarci (aggiungerei che ci ha lasciato invece una miriade di frammenti di mappa, un po’ più grandi delle tracce che i frammenti stessi avrebbero dovuto aiutare a ricomporre).Edward Said, quotando Gramsci, sottolinea la necessità di costruire questo inventario: prima o poi qualcuno lo dovrà pur fare se vogliamo conoscere e conoscerci davvero.
  • La vacca sacra.
    Non è straordinario che le stesse motivazioni che hanno indotto un popolo, o un insieme di popoli, ad abbandonare il consumo di carne, tra l’altro previsto dagli stessi testi sacri del tempo (potrei dire che era un “consumo istituzionalizzato”), si ripropongono oggi, con straordinaria chiarezza?
    Se questa interpretazioe di Harris si avvicina anche soltanto minimanete alla realtà, le sue conseguenze per una ri-lettura attuale della storia passata (in questo caso del territorio indiano di allora) sono enormi: un popolo prende lucidamente coscienza della non-sostenibilità del consumo di carne e decide di abbandonarla…arrivando a sviluppare giustificazioni, pensieri, idee, ideologie che danno vita ad una nuova religione (o comunque fanno parte dell’humus sul quale quella religione nasce….forse proprio “funzionalmente”? e proprio funzionalmente forse un altra “religione” – quella dei Rig Veda – è morta perchè professava ideologie economicamente, socialmente e politicamente non più sostenibili? Possiamo fare un parallelo con il capitalismo/consumismo? O con le stesse religioni del Libro, Ebraismo, Cristianesimo, Islam?), il Buddhismo.

    Oggi, tra i vegetariani, eggetariani, vegani, macrobiotici…non stanno nascendo nuove contro-religioni? Risposte omeostatiche alle crescenti perturbazioni del sistema-terra, per ristabilire l’equilibrio.

  • Del Buddhismo se ne appropriarono i più poveri, coloro che per primi dovettero rinunciare al consumo di carne – appurato che non era sostenibile – e per primi subirono le conseguenze del calo nel fabbisogno energetico.
    Le caste più ricche , riparate nei privilegi di casta dell’Induismo, hanno continuato a fregarsene della situazione generale, continuando ad abbuffarsi con la carne.

    Non è esattamente quello che sta accadendo anche oggi, nel crescente divario tra popoli obesi e popoli denutriti?

  • Dall’opposizione tra le due opposte concezioni della vita, della società, dell’economia sono usciti vincitori i difensori dei privilegi di casta.
    Hanno vinto, però non erano più quelli di prima.
    La sconfitta è amara però anche il risultato è sorprendente: i vincitorii rinunciano a qualcosa (forse una delle stesse cose per le quali si è combattuto!) ma ottengono di mantenere qualcosaltro.
    E’ una speranza nella delusione.
    Quella “vittoria” infatti ha trasformato non solo l’induismo ma anche tutte le altre religioni/ideologie che sono nate o sono venute a contatto con il territorio del subcontinente: il Jainismo, il Sikhismo, le innumerevoli sette e probabilmente anche l’Islam e il Cristianesimo sono stati influenzati dalle condizioni “ambientali” e culturali che hanno cambiato e determinato le abitudini culinarie di centinaia di milioni di indiani.

    Speriamo che ideologie più potenti e pericolose di oggi – il capitalismo, il consumismo – non minino questa consapevolezza millenaria e che non diano adito ad antistorici e anacronistici revival di abitudini che la storia dell’uomo, sedimentata nei popoli che l’hanno attraversata, ha espulso dalla lista di quelle sostenibili e desiderabili per le più vaste collettività.

November 28, 2008

40,000,000 naked people

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 9:46 pm
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“There are 40,000,000 naked people” on the other side of the rapids, Stanley wrote, “and the cotton-spinners of Manchester are waiting to clothe them… Birmingham’s factories are glowing with the red metal that shall presently be made into ironwork in every fashion and shape for them… and the ministers of Christ are zealous to bring them, the poor benighted heathen, into the Christian fold.”

http://en.wikipedia.org/wiki/Henry_Morton_Stanley

http://en.wikipedia.org/wiki/Colonisation_of_the_Congo

November 3, 2008

Henry Kissinger : NO NOBEL!

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 1:21 pm
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Appello per la revoca del premio Nobel per la pace assegnato a H. Kissinger nel 1973
Da inviare al comitato del premio Nobel per la pace

Apelaciòn por revocar el Nobel por la Paz del año 1973 asignado a Henry Kissinger
Enviar a premio Nobel por la paz

Appeal to revoke the 1973 Nobel Prize for Peace assigned to H. Kissinger
Send to the Nobel Prize Committee

Read more and sing the petition: http://web.peacelink.it/tematiche/latina/nobel/

“I’m not against progress, i’m against development…”

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 9:47 am
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…this kind of development.

Pier Paolo Pasolini – March 5, 1922 – November 2, 1975.

La strage di via Fani: un eccidio che cambia la storia d’Italia

Immediatamente prima di quella che passerà alla storia come la strage di via Fani, gli occhi degli italiani sono puntati su Montecitorio: un inaudito cambiamento sta per sconvolgere l’assetto parlamentare italiano e per mutare per sempre la storia del nostro paese;  passerà alla storia con la denominazione di “compromesso storico”.

Il grande artefice di questa intesa fra Democrazia Cristiana e Partito Comunista è Aldo Moro, allora Presidente della DC. Forse proprio per questo, è la tesi di molti, Aldo Moro viene rapito in via Fani a Roma dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 e cinque uomini della sua scorta vengono trucidati. Sorpresa e commozione sono nel paese violente e immediate; ed emergono dal primissimo servizio televisivo realizzato da Paolo Frajese dal luogo dell’eccidio. Gli echi in Parlamento non tardano a farsi sentire; e mentre Ugo La Malfa arriva a chiedere la pena di morte viene immediatamente formato un governo di “solidarietà nazionale”, un monocolore democristiano con l’appoggio esterno di PCI, PSI, PRI e PSDI.

I 55 giorni che sconvolgono l’Italia
La rivendicazione da parte brigatista non tarda ad arrivare e appare subito chiara la strategia comunicativa del gruppo terroristico: far parlare di sé, porsi come interlocutore politico. Si può del resto affermare con Paolo Franchi che in quei giorni tutta l’informazione perde la propria “innocenza” e viene strumentalizzata un po’ da tutti, in primis proprio dalle Brigate Rosse. È forse quello il primo momento in cui si comincia a comprendere l’estrema importanza politica dell’informazione, il ruolo-chiave che essa è in grado di rivestire nella società di massa. I frenetici comunicati delle Brigate Rosse fanno da contrappunto alle lettere che Moro va scrivendo dal suo misterioso carcere chiedendo che si apra una trattativa con i suoi carcerieri: in sostanza, una trattativa fra Stato e Brigate Rosse.

E mentre da tanta parte dell’opinione pubblica e del mondo politico ci si chiede se le lettere possono essere considerate attendibili e frutto dell”autentico” Moro prendono forma il partito della fermezza – costituito da DC, PCI, PSDI e PRI- e quello della trattativa costituito invece da socialisti, radicali, sinistra non comunista, una componente del cattolicesimo dissidente, uomini di cultura come Leonardo Sciascia e dal papa Paolo VI. Il partito della fermezza avrà la meglio e il corpo di Aldo Moro viene dai brigatisti fatto ritrovare il 9 maggio nel bagagliaio di una Renault rossa in via Caetani a Roma. Luogo quanto mai simbolico in quanto via Caetani si trova a metà strada fra la sede della Democrazia Cristiana e quella del Partito Comunista. Il ministro degli Interni Francesco Cossiga si dimette immediatamente. Con l’ assassinio di Moro inizia la lunga agonia della Prima Repubblica che raggiungerà il suo apice molti anni dopo.

Televisione, politica, costume
Facciamo un passo indietro: è il 1976, l’anno della riforma della RAI. Sono appena partiti due telegiornali, il Tg 1 di osservanza democristiana e il Tg 2 laico e socialista. Naturalmente i due telegiornali si fanno concorrenza e, in questo caso, per la prima volta nella storia, l’oggetto della loro concorrenza è il Congresso della Democrazia Cristiana, quello in cui viene eletto segretario Benigno Zaccagnini. È proprio in questi anni, in cui l’impatto mediatico sull’opinione pubblica si fa sempre più forte, che si fa strada un fenomeno del tutto nuovo e inedito: la “soubrettizzazione”, la “vedettizzazione” del conduttore televisivo, fenomeno destinato a durare fino ai nostri giorni.

I fermenti del 1977
Se crisi comincia già a esserci nel sistema dei partiti, essa appare ancora del tutto strisciante. A manifestarsi invece con clamore è un soggetto politico nuovo, appartenente alla sinistra extra­parlamentare, il movimento degli autonomi che compie all’università un atto politico di protesta clamoroso e significativo: contesta con violenza il comizio di Luciano Lama segretario della CGIL al punto da costringerlo ad andarsene. Del resto tutto il 1977 è disseminato di scontri politici, di violenze fra “rossi” e “neri”, di scontri fra autonomi e forze dell’ordine; in uno di essi muore a Roma l’agente Settimio Passamonti.

L’immagine dell’Italia: un paese tragicamente ridicolo
Nonostante l’emergenza politica, nonostante la drammatizzazione dello scontro, l’ Italia rimane un paese insieme forte e tragicamente ridicolo. Un esempio valga per tutti: è il ferragosto del 1977 quando il nazista Kappler, responsabile del massacro delle Fosse Ardeatine, riesce a fuggire dal carcere rinchiuso in una valigia. La rabbia dell’opinione pubblica è riflessa dalle dichiarazioni sdegnate dei partiti di tutto l’arco costituzionale. Missini, repubblicani, socialisti e comunisti poi chiedono le dimissioni del ministro della Difesa Vito Lattanzio che il 18 settembre si dimette. Nel frattempo nel mese di giugno una campagna scandalistica a proposito di presunte attività speculative e irregolarità fiscali investe il presidente della repubblica Giovanni Leone che è costretto a dimettersi.

Il nuovo presidente
L’8 luglio 1978 viene eletto presidente con un alto numero di suffragi (832 voti su 995 votanti) Sandro Pertini che si rivelerà il presidente più amato e apprezzato dagli italiani; tanto più nuovo appare il fenomeno in quanto Pertini è il primo socialista a salire al Quirinale ed è figura eminente della Resistenza italiana.

I tragici lutti e i cambiamenti che investono il mondo
La nuova televisione a colori trasmette le immagini del re del rock Elvis Presley, morto a Memphis il 16 agosto del 1977 e prima quelle del presidente cinese Mao Tse Tung che se ne va nella generale disperazione del suo popolo.

Siamo al 1979: in Iran, al posto dello scià Reza Pahlevi prende le redini del potere l’ayatollah Khomeini, di ritorno da un lungo esilio a Parigi. E’ la prima grande rivoluzione islamica e i giornalisti italiani guardano con grande interesse al fenomeno. Ma i telegiornali danno anche prova di estrema cautela. Ancora nel 1979, nel mese di dicembre, con il pretesto di uno scontro interno al Partito comunista afghano, l’URSS invade l’Afghanistan.

Si sta affacciando nel mondo l’ombra del fondamentalismo islamico anche se all’epoca non ne parla ancora nessuno. Anche l’Europa è teatro di grandi cambiamenti: in Inghilterra i laburisti perdono le elezioni e al governo sale quella che verrà soprannominata la “lady di ferro”, Margaret Thatcher, portatrice di un’ideologia neo­conservatrice e neo­liberista. La sua è una politica di duro attacco allo Stato sociale e ai sindacati.

Due delitti che scuotono l’opinione pubblica
Passerà alla storia con la denominazione di massacro del Circeo l’atroce delitto compiuto da tre ragazzi della Roma bene già noti come neofascisti: Andrea Ghira, Gianni Guido, Angelo Izzo. Nella notte del 30 settembre del 1975 portano in una villa del Circeo due ragazze di 17 e 19 anni, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti che diventano, per 36 lunghissime ore, oggetto di torture morali, fisiche e sessuali. I tre le abbandonano poi nel bagagliaio di una macchina e, mentre la Lopez muore, la Colasanti si salva fingendosi morta. Alcuni passanti ne odono i lamenti e la salvano. Guido e Izzo vengono arrestati, Ghira non verrà mai catturato.

Quello stesso anno il 2 novembre 1975, un altro clamoroso delitto. All’idroscalo di Ostia viene trovato il corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini scrittore, poeta, regista, considerato intellettuale scomodo e importante. A ucciderlo è Giuseppe Pelosi, un sottoproletario con cui ha passato la serata che sembra uscito proprio dai romanzi di Pasolini.

Catastrofi naturali
Nel maggio 1976 il Friuli è scosso da un violento terremoto, pari al decimo grado della scala Mercalli; i morti sono mille, quarantacinquemila i senzatetto. La popolazione reagisce con forza e la RAI copre l’evento con eccezionale partecipazione.

10 luglio 1976: dalla fabbrica Icmesa di Seveso si sprigiona una nube tossica di diossina. Un’ondata di panico, una vera e propria psicosi di massa, si diffonde nella popolazione al punto che si teme che gli stessi cibi siano stati contagiati. Per la prima volta nella storia l’Italia scopre a proprie spese la questione ambientale.

Il nuovo papa
Paolo VI sopravvive poche settimane alla morte del suo amico Aldo Moro. Dopo il breve interregno di papa Luciani, sale al soglio pontificio, il 16 ottobre 1978, un papa polacco, Giovanni Paolo II. Dopo 4 secoli si insedia in Vaticano un papa non italiano. L’atmosfera è di attesa ma anche di timore, soprattutto nelle alte sfere del Partito comunista polacco. Timore peraltro non ingiustificato dato che il nuovo papa avrebbe contribuito non poco a cambiare il corso della storia del mondo.


Source: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it

Here you fill find videos and documentaries about that period and about Pier Paolo Pasolini.:
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/cerca.aspx?testoLibero=pasolini

October 24, 2008

Guns, Germs, and Steel: The Fates of Human Societies

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 10:21 pm
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Strolling in the library while Perusia is full of chocolate and shopping bags.
This book reach my hands, i read on the jacket and think to myself: this book is worth a reading.

“Jared Mason Diamond (born 10 September 1937) is an American evolutionary biologist, physiologist, biogeographer, lecturer, and nonfiction author. Diamond works as a professor of geography and physiology at UCLA.”

Guns, Germs, and Steel: The Fates of Human Societies (Italian title: Armi, acciaio e malattie – Breve storia degli ultimi tredicimila anni):
” But the book is not merely an account of the past; it attempts to explain why Eurasian civilizations, as a whole, have survived and conquered others, while attempting to refute the belief that Eurasian hegemony is due to any form of Eurasian intellectual, moral, or inherent genetic superiority. Diamond argues that: the gaps in power and technology between human societies originate in environmental differences amplified by various positive feedback loops; and that, if cultural or genetic differences have favored Eurasians (for example Chinese centralized government, or improved disease resistance among Eurasians), it is only so because of the influence of geography.

The book’s title is a reference to the means by which European nations conquered populations of other areas and maintained their dominance, often despite being vastly out-numbered – superior weapons provided immediate military superiority, and European diseases weakened the local populations and thus made it easier to maintain control over them. Hence the book attempts to explain, mainly by geographical factors, why Europeans had such superior military technology and why diseases to which Europeans were immune devastated conquered populations.”

source: Wikipedia

http://en.wikipedia.org/wiki/Guns,_Germs,_and_Steel
http://it.wikipedia.org/wiki/Armi,_acciaio_e_malattie
http://en.wikipedia.org/wiki/Jared_Diamond
http://it.wikipedia.org/wiki/Jared_Diamond

On the same subject, some works by an italian geneticist, Luigi Luca Cavalli Sforza:
http://en.wikipedia.org/wiki/Luigi_Luca_Cavalli-Sforza

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