μέτοικος

July 12, 2009

Se questo è un primo ministro…..

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 10:00 am
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Source/Fonte: Le “torte” a Palazzo Grazioli raccontate dalle escort
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-13/berlusconi-divorzio-13/berlusconi-divorzio-13.html

“Torte?”, chiede il pubblico ministero. Accade qualche tempo fa, a Bari. Il magistrato interroga un trafficante di droga e l’uomo gli racconta i costumi della sua banda. “Torte” è un’espressione che il magistrato non ha mai sentito. Il pubblico ministero torna allora a chiedere al criminale: “Che cosa sono le “torte”?”. L’altro gli risponde: “Le “torte”, dottore: le orge, i festini, com’è che dite voi?”. Il ricordo di quella formula – “torte” – affiora oggi nella conversazione di una fonte vicina all’inchiesta di Bari perché sono le “torte” il punto critico che rende politicamente imbarazzanti le ricostruzioni delle serate di Silvio Berlusconi. Tra le 19 ragazze, ospiti a pagamento nelle residenze del capo del governo e interrogate dalla procura di Bari, c’è più di una testimone che ha ammesso di aver trascorso, “con altre ragazze”, la notte con Silvio Berlusconi.

[...]

Di “festino” e “orgia”" ha già parlato Patrizia D’Addario. Patrizia è, per la prima volta, a Palazzo Grazioli la sera del 15 ottobre 2008. Rifiuta di trascorrere la notte nel letto regalato al capo del governo da Vladimir Putin, “il letto grande”. Ci rimarrà dopo, la notte del 4 novembre e di queste ore si sa – più o meno – tutto. Ma perché, quella prima volta, Patrizia lasciò Palazzo Grazioli?
Pressato, Gianpi deve accontentarsi, dicono gli amici, “di quel che ha sotto mano”. E’ così che a Palazzo Grazioli entra anche chi non avrebbe mai messo piede, con più tempo a disposizione. Maria Teresa viene convocata (prima e unica volta) in questa emergenza. Parte per Roma e, come accade a Patrizia, Barbara e Lucia R. (“ospiti” il 4 di novembre), scopre nei saloni del de Russie che la meta di quella serata di lavoro sarà Palazzo Grazioli. Maria Teresa, agli inquirenti di Bari, ha ammesso di aver fatto sesso con il presidente, “rimborsata” da Gianpi, ma quel che qui conta è la “torta”, il numero delle “ragazze” che – quella notte (un “lunedì o un martedì di settembre del 2008″ fa la vaga Maria Teresa, probabilmente martedì 23 settembre) – si trattiene con il capo del governo nella sua residenza di Palazzo Grazioli. Maria Teresa tace il numero delle “ragazze” (anche se l’ha riferito al magistrato che l’ha interrogata). E’ disposta però ad ammettere, con Repubblica, che “c’erano altre ragazze”. Qualcuna di quelle “ragazze” seguirà, il giorno dopo, Berlusconi a Melezzole, vicino a Todi, quando (come ha svelato l’Espresso) il presidente del Consiglio rinuncia a una “missione” a New York, alla partecipazione alla “campagna del Millennio” contro la povertà e la fame nel mondo, all’intervento all’assemblea delle Nazioni Unite per starsene, con le sue “ragazze”, nell’health center di Marc Mességué (sbarrato agli estranei).

July 4, 2009

Padre Alex Zanotelli sul DECRETO INSICUREZZA

Napoli, 2 luglio 2009
PACCHETTO SICUREZZA: ABBIAMO SOLO DA VERGOGNARCI


Il Senato ha approvato oggi il cosiddetto Pacchetto Sicurezza del ministro degli interni Maroni.
Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l’Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all’estero!), ora ripetiamo sugli immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo, che noi italiani abbiamo subito un po’ ovunque nel mondo.
Questa legge è stata votata sull’onda lunga di un razzismo e una xenofobia crescente di cui la Lega è la migliore espressione.
Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni 23° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.
Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (i nostri immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l’ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all’anagrafe.
Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell’esclusione e dell’emarginazione.
“Questo rischia di svuotare dall’interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa – così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani – contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali”. Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l’esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la costituzione italiana parla di diritto d’asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.
E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa Italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana.
Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile. È l’invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva negli USA una legge analoga dove si affermava che il clandestino è un criminale. Nell’omelia del Mercoledì delle ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha detto che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.
Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d’Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d’ingiustizia e d’impoverimento.
Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: “Non molesterai il forestiero né l’opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto” (Esodo 22,20).

Alex Zanotelli

February 17, 2009

The corrupted is sentenced. The man that corrupted is our PRIME MINISTER!!!??

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 9:14 pm
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Il Tribunale di Milano ha condannato l’avvocato per un bonifico di 600mila dollari
La tesi dei pm, accolta dalla corte, è che servirono a evitare due condanne a Berlusconi

“Mills fu corrotto dalla Fininvest”
al legale inglese 4 anni e 6 mesi

Di Pietro: “In un paese normale il premier si sarebbe già dimesso”. Forza Italia: “Giustizia politica”

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/processo-mills/mills-condannato/mills-condannato.html


La mossa del premier legata alle “manifestazioni di inimicizia di Nicoletta Gandus”
La reazione del procuratore della Repubblica Manlio Minale: “Sono solo illazioni”

Mills, Berlusconi ricusa il giudice
Scontro tra il Cavaliere e i magistrati

La reazione dell’Anm: “Chi governa non può denigrare le toghe”

Fonte: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/giustizia-1/ricusa-gandus/ricusa-gandus.html


Milan Court Convicts Mills of Lying for Berlusconi

Fonte: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601102&sid=aGHZaOpoiwu0&refer=uk

COME TI CUCINO IN TV LA NOTIZIA DI UN REATO

di Paola Lanzarini 17.02.2009


I crimini diventano notizia. Ma i media, in particolare la tv, hanno ampio spazio per enfatizzare questi fatti. Lo hanno usato abbondantemente nell’ultima campagna elettorale. Influenzando in maniera pesante la percezione che i cittadini hanno del problema della sicurezza. Lo mostrano con chiarezza tre grafici tratti da una indagine curata da Ilvo Diamanti, promossa dalla Fondazione Unipolis in collaborazione con Demos e l’Osservatorio di Pavia.

“(…) l’insicurezza costituisce un tema particolarmente attraente per i media, e particolarmente utile per la politica. Dal punto di vista politico ed elettorale, avvantaggia soprattutto la destra. Dal punto di vista della comunicazione mediatica, fa audience, per cui incontra facilmente l’attenzione dei media. Trova molto sensibile e reattiva soprattutto la tivù commerciale”. Ilvo Diamanti Leggi tutto:

Leggi tutto: http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000952.html

Documento:La percezione della sicurezza tra comunicazione e realtà

February 6, 2009

IMMIGRAZIONE : I MISSIONARI BOCCIANO LA NORMA DEL GOVERNO

“Una ferita ai diritti delle persone immigrate e un pericolo per la salute degli stessi immigrati e dei cittadini tutti. Così giudichiamo la revoca della legge che impediva ai medici di denunciare gli immigrati clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie e perciò esprimiamo la nostra indignazione”: è questo il commento con cui i missionari italiani “bocciano” senza appello la norma del governo approvata ieri al Senato. In una nota, intitolata “Prima malati che clandestini”, diffusa in serata dalla Federazione Stampa Missionari Italiana (Fesmi) e firmata dalla Commissione Giustizia e Pace della Conferenza degli Istituti Missionari Italiani si legge ancora: “La decisione adottata dal governo (che va ad aggiungersi a quella di rendere la clandestinità un “crimine”) costituisce un fatto grave, per di più in un momento delicato come l’attuale in cui al legislatore sono chiesti saggezza, equilibrio e lungimiranza. L’esigenza legittima di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza non può mai far sì che siano calpestati i diritti delle persone. Una scelta di questo tipo non fa che aggravare un clima già pesante, che vede gli immigrati più vulnerabili che mai e tende a esasperare le contrapposizioni, invece di favorire l’integrazione”. Secondo i missionari, “il provvedimento in questione, inoltre, si rivela miope in quanto a tutela della salute pubblica, dal momento che scoraggia di fatto gli immigrati che necessitano di cure e non hanno i documenti in regola, allontanandoli da ospedali e ambulatori. Il rischio che si diffondano malattie e che, contemporaneamente, si alimenti un mercato della salute parallelo è tutt’altro che teorico”. Nella nota i missionari italiani “condannano con forza l’operato del governo” e auspicano che la norma in questione sia ritirata al più presto, chiedendo “soprattutto che cambi l’approccio culturale a una questione come l’immigrazione”. “Noi, che in Africa, Asia e America Latina siamo stati immigrati, abbiamo ricevuto calore e accoglienza e abbiamo sperimentato la possibilità concreta di reciproco rispetto e condivisione di valori, tradizioni e ricchezze spirituali al di là di differenze etniche, culturali e religiose. Un popolo e uno Stato che si riconoscono nei valori della Costituzione non possono rinunciare ad avvicinare l’immigrato – regolare e clandestino – innanzitutto come una persona, con diritti e doveri. In caso contrario, stiamo scivolando a grandi passi verso la barbarie” scrivono in conclusione i missionari.[MZ]

Source: www.misna.org

November 4, 2008

Appello della SIMM contro la clandestinità sanitaria

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 8:04 pm
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<<Nell’ambito della discussione in Senato del cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” (atto 733), in commissione congiunta Giustizia ed Affari Costituzionali, è stato depositato da quattro senatori ed una senatrice della Lega Nord un emendamento che mina radicalmente uno dei principi base della politica sanitaria nei confronti dei cittadini stranieri nel nostro paese e cioè la garanzia di accessibilità ai servizi per la componente irregolare e clandestina.

Sono previste due modifiche al comma 4 e comma 6, e l’abrogazione del comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione).>>

Continua a leggere e firma la petizione: http://www.firmiamo.it/ritiroemendamentoallart35

November 3, 2008

Mediaset, Tg5 delle 20:00: zero secondi per il Congo

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 9:02 pm
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Dieci minuti sulle elezioni americane. Quindi CAI e Alitalia. Le vicessitudini di Napolitano con la Germania. I proiettili esplosi contro i 5 ragazzi. I tornelli al Vaticano. Due minuti al delitto di Garlasco. Circa due minuti ad un fallito tentativo di rapina in Sardegna. Qualche minuto ad un altra rapina fallita nella quale i ladri, per aprire una cassaforte con l’esplosivo, hanno bruciato anche i soldi che conteneva. Il voto con le “emoticons” alla qualità degli uffici pubblici. E così via.

Questo è il tenore dell’informazione di regime regnante sull’Italia.
Chiamarla informazione è fargli un grosso complimento.

Di Africa in realtà si è parlato….nel quadro delle elezioni americane….con la famiglia del padre di Obama in Kenya.

Come si può ignorare l’enormità del disastro nella Repubblica Democratica del Congo?
La politica estera è tutta annichilita verso occidente, o verso casa propria dall’estero, con la diatriba Napolitano-Faz-Frattini-Berlino.

Rete4 oggi pomeriggio diceva che le proteste studentesche si sono “esaurite”, e che per una legge che riguardava solo le scuole elementari e medie sono scesi in piazza gli universitari: a questo punto una persona che non sà – perchè l’italiano medio non sà – si chiede “questi universitari non mancano occasione per fare casino e manifestare”; nello stesso servizio si è parlato della “strumentalizzazione” degli scontri di Piazza Navona, senza dire null’altro su quello che è successo.

Per chi lo ignorasse lo ricordo: l’Italia è un paese semi-libero, con un partito del Popolo delle Libertà al Governo, e senza libertà di informazione. Un intero paese educato a suon di spot pubblicitari, oche e caproni imbellettati, stacchetti di veline etc., e tenuto all’ascuro di ciò che accade dall’altra parte dell’isolato.


AHimsa

MSF forced to leave the island of Lampedusa, Italy, after six years of activities

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 2:14 pm
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MSF expresses concern about the lack of medical screening at the harbour of Lampedusa after its departure, particularly since its medical staff have noted an increase over the years in diseases linked to the migrants’ difficult travelling conditions (shock, hypothermia, skin burns, etc).

October 31,2008 – Msf Press Release

Today, Médecins Sans Frontières (MSF) medical teams will end their activities at the harbour of the Italian island of Lampedusa. MSF has been forced to make this decision after the Italian Interior Ministry refused to sign a new Memorandum of Understanding. The Ministry has also failed to provide the necessary authorization to allow the MSF team to continue working adequately.

MSF has provided free emergency medical screenings for migrants who arrive by boat on Lampedusa, south of Sicily, since 2002. MSF teams have visited 4,550 migrants since 2005; of these 1,420 were seen between January and October, 2008.

MSF’s presence on the island is necessary due to the high numbers of people landing on its coasts every year – only in 2008 more than 20,000 people – with regional health authorities there not providing medical services.

“It is unacceptable that while MSF medical teams are able to respond to the same needs in many different contexts, also in very difficult and tense situations, we are practically forced to stop our medical and humanitarian assistance on the territory of a European state,” said Loris de Filippi, MSF Operational Manager in Italy.

MSF expresses concern about the lack of medical screening at the harbour of Lampedusa after its departure, particularly since its medical staff have noted an increase over the years in diseases linked to the migrants’ difficult travelling conditions (shock, hypothermia, skin burns, etc).

The population has also changed dramatically compared with previous years as more people are arriving from war zones or countries affected by droughts such as Somalia, Eritrea, Sudan and Ethiopia (30 percent). Also remarkable is the increase in the number of women (12 percent) and children (8 percent). In addition, MSF has noticed more pregnant women among the passengers (151 since the beginning of the year).

For these reasons, MSF recommends that adequate health assistance for migrants at their landing be guaranteed at the harbour of Lampedusa and asks the Italian government to revise its decision and allow MSF’s medical team to restart its medical activities.

MSF works in Italy, Malta and Greece to provide access to health care and medical assistance to migrants landing at the southern borders of the European Union.

Source: http://www.msf.org/msfinternational/invoke.cfm?objectid=53A9C67F-15C5-F00A-255AD16D81D1DF70&component=toolkit.pressrelease&method=full_html

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