μέτοικος

November 16, 2008

A te che nascerai su questa terra

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 1:32 am
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Hai sette mesi, ed oggi hai posato i tuoi primi piedini su questa terra.
Beh, non proprio posato, ma…

Io avevo 7 anni, sai?
E vi atterrai 17 anni fa.

Nascerai d’inverno.
Qui l’inverno è ovunque, di questi tempi, anche se quello vero è tardato a venire, e ci è piombato addosso all’improvviso, lasciandoci storditi. Certo, non lo puoi ancora vedere, ma forse lo riesci a sentire.
Avevi davvero una gran fretta di viaggiare!
Certo, non l’hai voluto tu, faccio così per dire.

A 7 mesi, mentre stai covando dentro il pancino della tua mamma, hai lasciato lo smog e la sporcizia e i Guru del Tempio d’oro di Amritsar, hai sorvolato il Pakistan in lotta con sè stesso, forse pure l’Afghanistan in lotta con il mondo, e l’Iran “canaglia”.Bush stringeva la mano e accoglieva quello che non sarà il tuo presidente, Manmohan Singh, oltre ad altre 18 “G”, mentre tu – rinchiuso nel tuo tiepido uovo – imprecavi contro i controllori di volo in sciopero a Parigi: quella stessa Parigi dove, non molti hanni fa, arrestarono tuo zio, nostro zio clandestino in mano ai famelici “Agents”, e gli fecero passare la voglia d’occidente (almeno per qualche hanno) a suon di manganellate.
Poi dovevi arrivare a Bologna (pure io atterrai a Bologna nel lontano 1991!) ma ti hanno spedito a Firenze, per poi portarti in Romagna con una navetta. Hai anche provato l’ebbrezza di percorrere la E45: forse la parte più difficile del viaggio.

Io vorrei dirtelo subito: io non c’entro niente!
Anzi, mi sono opposto fin dal principio. Io non volevo. Non perchè non volessi bene a mia zia. La zia B. è quella cui voglio più bene. Ed anche per questo per lei non volevo (questa) Italia. E non la volevo per te, che ci nascerai, che dovresti esserne cittadino per nascita, ma che non lo sarai, chissà per quanto tempo. Per lei non volevo che lasciasse a terra, nel suo paesino, la sua figlia di appena due anni, la tua sorellina. Tuo padre? E’ un buono a nulla. Non te la prendere. Lo dico perchè lo penso. Eppure non l’ho mai visto e mai conosciuto. Ma di lui sò abbastanza per capire di che tipo si tratta. E’ anche perchè è lui che tu e tua madre siete fuggiti (o siete stati cacciati, o siete stati strappati a) dall’India. Oltrechè per sua madre. Pure lei non la conosco. Le vecchie punjabi sono perfide. Proprio come quelle delle soap-opera: le diaboliche suocere che vivono (troppo!) soltanto per dispensare la famiglia con la loro malignità.
Non riesco neanche ad immaginarmi cosa sta provando tua madre in questo momento: starà piangendo l’abbandono di sua figlia? Starà dubitando sulla capacità/volontà del marito e della suocera di prendersene cura?
Le vecchie indiane odiano le figlie femmine! A dispetto del loro stesso gender, non vorrebbero mai veder nascere figlie femmine dalla nuora [Lo sterminio pre-natale del genere femminile è ancora troppo attuale...].
Dovrà starne lontana non si sà per quanto tempo. Con i tempi che corrono, con le leggi che peggiorano – gonfie come sono di odio per tutto ciò che non sia visibilmente e materialmente italiano “doc” – un ricongiungimento sta diventando sempre più difficile.

Io non volevo.
Mi chiedevo e chiedevo se non esistevano altri modi per aiutare tua madre. Cosa la obbligava ad essere la schiava di quella vecchia becera? Poteva finire gli studi che non le hanno fatto finire. Poteva ottenere l’abilitazione ad insegnare. Lei era brava, era capace, poteva riuscire.
Qui purtroppo non sanno o non voglio aiutare. Pensano che l’unico aiuto possibile sia fuggire dall’India, fuggire dalla propria terra, perdere la propria dignità per guadagnare chissàcosa. L’Italia è una illusione. L’occidente è una illusione.
Ci hanno portato via tutto e ci hanno lasciato con questa illusione.
Hanno barattato una parvenza di libertà con l’illusione. Tenetevi la libertà, esseri indegni, in cambio vivrete la nostra illusione, vorrete la nostra illusione, ansimerete, anelerete, supplicherete per un po’ di questa illusione.

Io ti chiedo scusa, già adesso.
Vedrai la luce su questa terra e su questo paese. Ti chiedo scusa.
Probabilmente non ho fatto abbastanza perchè le cose cambiassero, perchè migliorassero. Ti chiedo scusa.
Sto pensando pure di fuggire, da questa barca che affonda. Non è eroico. Lo sò.
Ti chiedo scusa.

November 4, 2008

Cervelli G2 in fuga – Where to escape?

Filed under: Uncategorized — AHimsa @ 8:15 pm
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Quanti di voi si pongono la domanda: E domani cosa faccio? Dove sarò? In che condizioni? A quali condizioni?

Io, ultimamente, queste domande me le pongo tutti i maledettissimi giorni. Fantasticare sul futuro è il mio passatempo migliore, un futuro migliore del presente, nel quale rifugiarsi, sperando di essere più forti, un domani, di avere più energie e risorse da spendere per favorire il cambiamento positivo di cui le persone che ci circondano, questo Stato e il mondo intero hanno bisogno. Più energie di quante ne ho oggi. Più risorse (culturali, essenzialmente) di oggi. Più pazienza e più speranza, forse, di oggi.

Per questi motivi non sò se chiamarla fuga, perchè alla fine non sai mai da cosa scappi, se dal mondo o da te stesso. Forse da entrambi.

So, what will you do?

Il bisogno che sento è quello di formarmi, di crescere (sì, più di adesso, perchè non si finisce mai…e bisogna ogni volta ricominciare daccapo…), e di farlo in un contesto – fisico, mentale, territoriale, sociale, e tutto quello che volete – diverso, auspicando che sia migliore, che offra più stimoli, che apra più porte di quante ne presenta sbarrate.

E’ una inquietudine. Forse riuscite a notarlo.
Perchè non accontentarsi di essere una persona “normale” che vive una vita “normale” e che nella sua vita vuole fare cose “normali”?
Ovviamente perchè questa normalità ce l’hanno portata via.

E noi – almeno per me è così – siamo costretti a dimostrare (a chi poi? a noi stessi?) di meritare quella normalità, anzi, di meritare di più, e quindi non siamo disposti ad accontentarci e chinare la testa, facendo una vita da schienabagnata….e pur di avere quella ca**o di normalità siamo disposti a…sì, a scappare da quella ca**o di normalità.

Uscendo da contorti arzigoggoli mentali, che come da definizione non portano mai a niente, e tornando al Where to escape, ho trovato questo interessante sito con un sacco di classifiche sulle migliori università del mondo. Sono divise anche per settori e materie, per paesi e tanti altri indicatori.

Ad esempio, nella classifica generale delle migliori università, la prima università Italiana è quella di Bologna e sta al 192° posto, declassata dal 173° del 2007.
Prima dell’Italia ci sono università di paesi come, solo per fare qualche esempio comparativo, Francia (28), Hong Kong (39), Irlanda (49), Cina (50), Singapore (77), Israele (93), Korea del Sud (95), Taiwan (124), Messico (150), India (154), SudAfrica (179), Spagna (186) e via dicendo…
Su Wikipedia, a questo link (http://en.wikipedia.org/wiki/Academic_Ranking_of_World_Universities), c’è una graduatoria delle migliori 100 università, e La Sapienza di Roma nel 2006 era al 100° posto, e dopo passa oltre. Sull’altro sito è al 205° posto.

Si lò, ci siete rimasti male.
Il Brazile, la Grecia e l’Argentina vengono immediatamente dopo di noi…dopo questa riforma Tremonti-Gelmini ci passeranno davanti pure loro.

Tra le Università migliori in Europa, quella di Bologna sta al 72° posto.

Nella classifica per paesi, sul “National System Strength Rankings”, secondo alcuni parametri, l’Italia sta al 12° posto, dopo Korea del Sud, Giappone, Olanda, Svezia, Svizzera, Francia, ecc.

Il sito è questo: http://www.topuniversities.com

Mi sono sbizzarrito nella consultazione; ma c’è molto altro oltre alle classifiche; trovate anche informazioni sui sistemi universitari di molti paesi, con i link ai siti delle università, e tanto altro.

Ad esempio, in tutti i paesi anglosassoni e del commonwealth (pure molti del nord Europa) le tasse per gli studenti stranieri sono più alte (spesso più del doppio) di quelle per i residenti. Stati Uniti, Regno Unito, Australia, ecc. le tasse sono mooooolto salate!!!
La Francia invece, che ci precede lungamente con la sua École Normale Supérieure (28) e l’École Polytechnique (34), ha tasse bassissime (più basse di quelle italiane) e della stessa entità per studenti francesi e stranieri.

Dopo tutte queste chicche, ciò che auspico da questa discussione è che si condividano informazioni sullo studiare all’estero, e riflessioni sui cervelli in fuga, sui perchè e i percome della fuga, sul bisogno di dosi massicce di speranza in endovena.


AHimsa

Riporto questo post da una discussione iniziata qualche giorno fa sul forum della Rete G2 Seconde Generazioni. Everyone’s envited! :
http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?f=22&t=1521&p=10316#p10316

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