
La maggior parte di voi, noi, ignora il nome di quest’uomo. I politici belgi lo chiamavo “satana”, e chiamavano un suo collega, forse un ministro del tesoro, l’”ebreo”; nelle alte sfere americane lo chiamavano il “ministro della giungla”. Gli davano del comunista, quando lui stesso dichiarava che non si sarebbe mai riconosciuto in una tale ideologia. Si definiva un nazionalista, che vuole la libertà per il suo paese, con i bianchi e non contro di loro.
Patrice Lumumba è stato il primo ministro della Repubblica Democratica del Congo dopo la concessione – a malinquore, con molti rimorsi e ritenendo i tempi non ancora maturi e lui, Lumumba, la persona meno adatta cui affidare il paese – dell’indipendenza da parte dei coloni belgi. Un americano, credo un agente dei servizi segreti, dice di lui: “I leader africani erano nuovi per noi. Un uomo come Lumumba non aveva la raffinatezza o lo smalto di un normale diplomatico inglese, tedesco, belga o francese….Tendeva a dire cose troppo schiettamente, e questo preoccupava le nazioni occidentali”.
Fece il grosso errore di dire le cose come stavano. E lo fece dopo il discorso di un monarca belga che al momento dell’insediamento del primo parlamento indipendente di questo paese ha avuto la faccia tosta di elogiare il colonialismo belga, reificare l’operato di Leopoldo II, e ascrivere al Belgio il merito del congo indipendente. Gli europei e gli americani questo non potevano tollerarlo.
Ciò che ne seguì è ben raccontato da questo documentario che vi consiglio di scaricare (via torrent non sarà facile trovarlo), o guardare a pezzettini da questo sito: http://themediacity.com/index.php?option=com_content&task=view&id=84&Itemid=30
S’intitola “Death Colonial Style: The Execution of Patrice Lumumba”.
Non sò voi, ma io sono rimasto disgustato….da quelle stesse persone che hanno fatto ciò che hanno fatto….ed oggi lo raccontano dalle loro belle residenze europee, con il ghigno sul volto….
Che schifo.